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Africa e Mediterraneo vi invita a partecipare Giovedì 16 settembre al Piccolo Teatro di Milano al Focus L'altra metà del Mediterraneo, organizzato da OUTIS nell'abito di Tramedautore. X Edizione Festival Internazionale della Nuova Drammaturgia FOCUS SPECIALE FOCUS
L'ALTRA
METÀ DEL
MEDITERRANEO
PICCOLO
PICCOLO TEATRO DI
MILANO - TEATRO
GRASSI - VIA
ROVELLO 2
In collaborazione
con: Introduzione e conduzione della giornata: Sandra Federici, Direttrice | Africa e Mediterraneo Giornalista, coordinatrice di progetti europei nel settore dell'intercultura, dirige la rivista Africa e Mediterraneo. La Rivista Africa e Mediterraneo è un trimestrale che dal 1992 presenta dossier di approfondimento di temi legati all'economia, alla storia, alla cultura e alla società dei paesi africani. La rivista è realizzata da un comitato di redazione ed è sostenuta da un comitato scientifico internazionale. Il suo fine consiste nell'analizzare ed approfondire i problemi e le ricchezze dell'Africa contemporanea e contribuire alla conoscenza interculturale, tenendo conto del legame sempre più stretto che i recenti flussi migratori stanno stringendo tra l'Europa e i paesi africani. Africa e Mediterraneo si occupa della vitalità culturale dell'Africa senza tralasciare le implicazioni politiche e sociali che spesso aiutano a comprendere meglio le espressioni artistiche dei paesi africani. Interventi di: Sumaya Abdel Kader, scrittrice Tiziana Dal Pra, fondatrice del Centro interculturale Trama di Terre di Imola Rascea El Nakoury, rappresentante dei giovani della Casa della Cultura di via Padova a Milano Silvia Festi, responsabile settore immigrazione della Coop Lai-momo Daniela Gregorio, Project Leader | IRER - Istituto Regionale di ricerca della Lombardia Fatima Khachi, redattrice | Yalla Italia Farian Sabahi, docente di Islam e democrazia | Facoltà di Scienze politiche di Torino, Master International Human Rights dell'Università di Siena Ivana Trevisani, Sociologa Anna Vanzan, Islamista | IULM Milano e Università di Pavia Letture di brani a cura di Debora Migliavacca Bossi Nell'ambito di Tramedautore, una giornata speciale verrà dedicata all'universo femminile nel mondo arabo, in rapporto a quello occidentale. Abbiamo scelto di porre l'attenzione sull'universo femminile nella diaspora, perché lo consideriamo fondamentale per comprendere l'intera società contemporanea. Attualmente, in tutti i paesi OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) le donne sono più del 50% del totale degli immigrati arrivati dopo il 1994 . Questa ingente presenza, definita come "femminilizzazione della migrazione" fa sì che le donne siano attori chiave di questo fenomeno. Uomini e donne presentano differenti percorsi migratori e modalità di costruzione della propria vita nel nuovo paese di arrivo, ed è facile vedere come le donne siano sempre più la pietra d'angolo sulla quale si costruisce la nuova società interculturale. Sono loro che nella vita di ogni giorno contribuiscono a quel processo di integrazione che, pur dipendendo da processi macrosociali, è allo stesso tempo strettamente legato ad un micro livello personale di conoscenza reciproca, incontro e scambio di idee, di pareri, di vissuti e di percezioni. Questo processo non è da leggere, come di solito si fa, in termini lineari (cioè di un gruppo minoritario che si adatta a quello maggioritario), ma in termini circolari, relazionali, di reciprocità, per cui entrambe le componenti - gruppi minoritari e società d'accoglienza - vivono un cambiamento che crea intreccio. Un intreccio che non è la semplice somma del vecchio e del nuovo, ma qualcosa di diverso che prima non esisteva, come dimostra la presenza dei ragazzi della "seconda generazione" della migrazione, che ci raccontano la difficoltà e la bellezza di sentirsi "in bilico tra più culture, tra appartenenza ed estraneità". E' possibile comprendere questo cambiamento solo tenendo aperto il dialogo e l'interesse verso le culture di origine, che devono essere viste non come monadi immutabilmente legate alla tradizione, ma come società contemporanee in cui la ricchezza culturale si evolve e si modifica continuamente nel flusso delle relazioni. Queste riflessioni, tuttavia, investono anche il modello occidentale, che da questo punto di vista, non può considerarsi certamente risolto. In moltissimi paesi, a partire dall'Europa, la donna del terzo millennio vive ancora in uno stato di soggezione nei confronti del gruppo sociale di appartenenza. Gli ostacoli che ritardano le riforme e paralizzano lo sviluppo sono in definitiva dettati in gran misura anche da un'insufficiente promozione della donna, e ciò non può essere considerato un problema specificatamente femminile, poiché investe la sfera economica e pubblica. La necessità di spostare visioni, ripensare concetti, annodare fili e reinventare prospettive per contrastare le derive dell'economia attuale, per migliorare il funzionamento del sistema economico anche nei paesi in via di sviluppo, delle condizioni di vita e di civiltà, oggi è più che mai ineluttabile. Per capire tutto questo invitiamo a Milano alcune donne - giornaliste, economiste, ricercatrici, artiste - le cui origini sono sia al Nord che al Sud del Mediterraneo, la cui vita è spesso in diaspora, e che nella loro esperienza professionale e creativa sono impegnate a comunicare e analizzare questa nuova geografia, più relazionale che fisica. Sumaya Abdel Qader - Figlia di immigrati giordano-palestinesi nasce a Perugia. Laureata in Biologia, sta conseguendo una seconda laurea in lingue e culture straniere. Collabora con Università e scuole italiane tenendo conferenze, lezioni e corsi su: Islam, mondo arabo-islamico, musulmani europei, immigrazione, nuovi italiani, multicultura. Tra le fondatrici dell'associazione GMI (Giovani Musulmani d'Italia), ha ricoperto la carica di Segretario Generale e Vice Presidente. Ha pubblicato per Sonzogno Editore, nel settembre 2008: "Porto il velo, adoro i Queen"-nuove italiane crescono. Tiziana Dal Pra - Fondatrice e animatrice a Imola (da 13 anni) di Trama di terre, associazione-centro interculturale di donne native e migranti. Il lavoro quotidiano che l'associazione fa non è solo particolare per le scelte d'alternanza fra prestazione di servizi e costruzione di pratiche politiche nel segno dell'autodeterminazione femminile, ma anche perché ha sempre insistito molto sulla necessità di una visione laica nella relazione con le migranti. Rascea El Nakoury - Figlia di immigrati egiziani, è nata e cresciuta a Milano. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche, la laurea magistrale in Relazioni Internazionali e attualmente è iscritta ad un altro corso di laurea. Rappresentante dei giovani della Casa della Cultura di via Padova a Milano, collabora con diverse associazioni umanitarie. Silvia Festi - Si occupa di immigrazione dal 1992 nell'ambito di progetti di accoglienza di emergenza di cittadini provenienti dalla ex-Jugoslavia e dall'Albania in particolare in favore delle donne e dei minori. Dopo aver elaborato una tesi di laurea sperimentale sul tema della mediazione interculturale ha coordinato numerosi progetti rivolti a migranti e nativi su temi quali l'integrazione, l'accesso ai servizi, l'orientamento al lavoro, la salute, la relazione d'aiuto in contesto interculturale. E' stata coordinatrice di varie ricerche sulla presenza dei cittadini immigrati nei contesti locali e sulla mediazione interculturale. Negli ultimi anni ha promosso e condotto laboratori tematici con gruppi di donne native e migranti, svolgendo attività di formazione; ha curato diverse pubblicazioni per riviste specializzate. Daniela Gregorio - Project Leader della ricerca " Donne immigrate presenti sul territorio della Regione Lombardia. Studio della condizione delle donne arabe e delle donne pachistane". Uno studio affidato da IRER - Regione Lombardia alla Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Consulenza per la Struttura Pari Opportunità con la progettazione e realizzazione di ricerche sull'identità di genere, sull'imprenditoria femminile e sulle politiche per lo sviluppo di pari opportunità. Consulenza per il Consiglio Regionale della Lombardia con la progettazione e realizzazione di ricerche: sul sistema televisivo lombardo, sulle tematiche della condizione femminile e partecipazione al progetto "Scenari della Regione Lombardia". Fatima Khachi - Di origini marocchine, arriva in Italia all'età di 9 anni, frequenta la Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere della Università Cattolica di Milano (curriculum relazioni internazionali). E' redattrice di "Yalla Italia", rivista fondata alla fine del 2006 per dar voce e visibilità al processo d'identità delle seconde generazioni, e a quelle nuove cittadinanze che mantengono le loro radici vitali nei paesi di provenienza dei loro genitori e che fanno crescere i rami della loro vita in Italia. Yalla Italia è un inserto mensile pubblicato da Vita Magazine per comunicare la particolare visione del mondo delle seconde generazioni, ovvero, come vivono quotidianamente la sintesi tra la cultura di appartenenza e quella di provenienza, come mediano le aspettative delle famiglie con le aspirazioni personali. Farian Sabahi - Di padre iraniano e madre italiana, insegna "Islam e democrazia" alla facoltà di Scienze Politiche di Torino e al Master di International Human Rights dell'Università di Siena. Ha pubblicato diversi libri, fra i quali il prestigioso Storia dell'Iran, la cui seconda edizione è uscita l'anno scorso, dedicato alle vicende iraniane dell'ultimo secolo; collabora, inoltre, con diversi quotidiani; da poco è uscito il suo libro-reportage, che è il risultato di due viaggi a Teheran nell'estate e nell'autunno del 2006. Farian Sabahi è una delle voci più equilibrate ed autorevoli sull'Iran di oggi. Ivana Trevisani - Sociologa, autrice di Il velo e lo specchio - Pratiche di bellezza come forma di resistenza agli integralismi (editore Baldini&Castoldi) è un libro molto affascinante e originale che affronta il tema della cura del corpo femminile nelle società e culture islamiche stimolando delle riflessioni riguardanti anche i nostri modelli femminili e il rapporto con molte donne migranti con le quali conviviamo e ci confrontiamo ogni giorno. Anna Vanzan - Iranista e islamologa, laureata in Lingue Orientali a Venezia. Ha conseguito il Ph.D. in Near Eastern Studies presso la New York University. Si occupa soprattutto di problematiche di genere nei paesi islamici, in molti dei quali ha svolto ricerca. Ha tenuto corsi in atenei italiani e stranieri e attualmente insegna Cultura islamica (IULM Milano) e Storia dei Paesi Islamici (Università di Pavia). E' redattore della rivista Afriche&Orienti e collabora con testate giornalistiche e programmi radiofonici nazionali ed esteri. E' autrice di numerosi articoli pubblicati in riviste italiane e internazionali. Il suo libro "La storia velata", donne dell'islam nell'immaginario italiano (Edizioni Lavoro, Roma, 2006) ha ricevuto il Premio Feudo di Maida 2006. In difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani la donna iraniana condannata a morte con la lapidazione
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