Amicizia fra i Popoli - Progetto Mediterraneo - L'Ora del Mediterraneo - Prove di Giornale

L'ORA DEL MEDITERRANEO

il Giornale dei Popoli del Mediterraneo

 

 

 

 

"Tutte queste città sanno che le tante cose che le dividono, storia, religione, cultura fanno parte comunque di un sistema unitario, di migrazioni, conflitti ed intrecci etnico culturali che fanno del Mediterraneo una unità nella sua grande complessità".

 
 

LE MIGRAZIONI E L'ACCOGLIENZA IN CONTESTI CULTURALI

di Ninni Casamento

C’è un luogo, a Palermo, per l’accoglienza, lo studio della lingua italiana, la partecipazione in contesti culturali dei migranti in Sicilia con iniziative e servizi completamente gratuiti.

 E’ il Centro Accoglienza e Alfabetizzazione, che ha sede presso l’Istituto Platone, in via Bono 31, e realizza, da alcuni anni a questa parte, un progetto di Rotary Distretto 2110, Inner Wheel Distretto 211, Lion’s Club Distretto 108 yb, Istituto Platone e Società Siciliana per l’Amicizia fra i Popoli.

I corsi di lingua italiana 2015-2016 hanno avuto inizio il 24 novembre e dureranno fino a luglio 2016. I migranti iscritti, oltre ad apprendere la lingua italiana in appositi corsi, potranno usufruire della biblioteca di Amicizia fra i Popoli e partecipare all’intero sistema di iniziative dell’Associazione (conferenze Sicilia-Mediterraneo, visite guidate e gite, seminari di musica, canto, danze popolari, progetti per la pace e l’amicizia fra i popoli, ecc.). Sono ammesse nuove iscrizioni in relazione alla modularità dei corsi. Per info basta chiamare la Segreteria, Daniela Vullo, al  3345035975.

Gli insegnanti dei corsi sono Anna Zavattieri, Fatima Chaif, e Vincenza Baiamonte.

I corsi di lingua italiana, sia iniziali che avanzati, sono articolati in due incontri settimanali (martedì e giovedì) pomeridiani di due ore ciascuno. Contestualmente si svolgono le attività di mediazione culturale e socializzazione. La fruizione della biblioteca è consentita negli orari di apertura della Scuola. La partecipazione alle conferenze e manifestazioni è sempre consentita secondo le normali procedure di prenotazione o iscrizione.

Il Centro è una voce che si aggiunge alle tante altre, istituzionali e no, attive a Palermo e in Sicilia per l’accoglienza dei migranti. Non ha una capacità di intervento per far fronte alle necessità di prima accoglienza né a quelle strettamente assistenziali ma si pone quale sponda per l’inserimento dei migranti nel contesto linguistico-culturale.

E’ un fatto, d’altronde che le grandi migrazioni, le tragiche migrazioni di oggi, causate dalle guerre e dalla fame, sfiorano appena la Sicilia. Gli enormi flussi in arrivo tendono, infatti, a raggiungere i Paesi in cui maggiori sono le possibilità occupazionali alimentando un circolo che vede uno spostamento di popoli interi da luoghi senza più speranza di rinascita e di sviluppo a luoghi già ricchi e opulenti. Nulla di nuovo sotto il sole: Roma conquistava i popoli e poi li accoglieva e ne lucrava ulteriore sviluppo e potenza. Le migrazioni, da sempre, impoveriscono i paesi di provenienza e arricchiscono quelli di destinazione, contrariamente a quanto comunemente si crede. E’ in atto un processo, insomma, di ulteriore divisione del mondo in due: da una parte la ricchezza e dall’altra la povertà.

All’interno di questo processo, e all’interno dei nuovi equilibri della divisione del mondo si pongono, comunque, problemi nuovi, non ancora ben valutati e affrontati, talvolta con risvolti drammatici e tragici causati dalle modalità di accoglienza e convivenza. Le società diventano multiculturali, questo è un dato di fatto. Ma che significa “società multiculturale”? E’ tale quella in cui le culture immigrate vengono integrate nella cultura dei Paesi ospitanti? O non è più giusto ritenere che società multiculturale debba essere quella in cui le culture presenti coesistano e cooperino ciascuna secondo il suo proprio modo d’essere e nel pieno rispetto di tutti gli altri?

Chi auspica l’affermarsi di una cultura “mediterranea” è per questa seconda ipotesi. Che ha, nella storia, pochi precedenti ma illustri: quel Regno di Sicilia che, approfondendo i caratteri della civiltà araba di Sicilia, portò alla coesistenza di latini, greci, arabi ed ebrei, alla loro cooperazione, all’introduzione di ben quattro lingue ufficiali e ad uno sviluppo poderoso nel campo economico e commerciale, culturale, scientifico, demografico che lo poneva al primo posto fra i regni europei dell’epoca. Oggi ne vediamo i monumenti, quell’”Arabo-Normanno” da poco tempo patrimonio dell’umanità UNESCO che non dà se non una pallida idea della grandiosità originale. Palazzo Reale e Zisa avevano le dimensioni di Versailles con qualche secolo di anticipo.

Sono problemi di grande momento. A noi interessa, oggi, fare il possibile per aiutare chi ha enormi esigenze di sopravvivenza da risolvere e questo fa, come può, il Centro accoglienza ospitato dall’Istituto Platone a Palermo.

Pubblicato su "L'inchiesta Sicilia" 25/11/2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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