Amicizia fra i Popoli - Progetto Mediterraneo - L'Ora del Mediterraneo - Prove di Giornale

L'ORA DEL MEDITERRANEO

il Giornale dei Popoli del Mediterraneo

 

 

 

 

"Tutte queste città sanno che le tante cose che le dividono, storia, religione, cultura fanno parte comunque di un sistema unitario, di migrazioni, conflitti ed intrecci etnico culturali che fanno del Mediterraneo una unità nella sua grande complessità".

 
 

L'ORA DEL MEDITERRANEO 

di Ninni Casamento

L’ora del Mediterraneo è un progetto. Ha bisogno di partecipazione e di risorse perché venga realizzato. Ci piace, intanto, mettere insieme alcuni contributi di idee, di proposte, di notizie e informazioni, di approfondimenti storico-culturali e di iniziative di economia e cooperazione, il tutto su base volontaria, per prefigurare il prodotto editoriale che potrà venire fuori a progetto realizzato.

L’ora del Mediterraneo è uno degli strumenti che diano spazio ai popoli per un sentire comune che appare ancora lontano. Sarà un giornale on line e, chissà, anche su carta stampata. Un prodotto editoriale diffuso nel quale potranno riconoscersi ciascuno e tutti i popoli e le culture che vivono sulle sponde del Mare Interno e ne condividono una storia comune e una cultura conseguente e alternativa. Abbiamo provato ad individuare le sezioni tematiche nelle quali si articolerà il giornale: -Il Mediterraneo –Storia cultura e arte –Problemi, attualità e informazione –Economia e cooperazione –Le città mediterranee –Stampa, rete, collegamenti –Messaggi e interventi. Il Giornale sarà plurilingue. Ciascun editorialista, collaboratore, corrispondente scriverà nella propria lingua così come in lingua originale compariranno i collegamenti a pagine e siti esistenti.

Ma cos’è l’anima mediterranea che caratterizza i popoli del Mare Interno e che il Giornale vuole far conoscere a noi stessi ed agli altri popoli? Tanti ne parlano. Ed auspicano processi di incontro e di cooperazione. Noi apprezziamo tutte le idee e le iniziative e con esse vogliamo confronto e collaborazione e tutte le ospiteremo nel Giornale. Perchè il Mediterraneo ha bisogno di tutti, proprio di tutti i contributi. Ognuno, poi, ha la sua idea di Mediterraneo. E così dev'essere. Tante sensibilità per il medesimo obiettivo.

Il Mediterraneo, per noi, è un luogo geografico unitario composto da tutti i popoli che vivono sulle rive di questo Mare. E' un luogo climatico e paesaggistico unitario che ti fa sentire a casa tua in qualsiasi delle sue città o terre ti ritrovi. E' un luogo etnico, storico e di civiltà e religioni assai differenziato al suo interno ma con tratti comuni e unificanti. Può raggiungere una unità ideale e culturale e proporsi come luogo di incontro, di coesistenza e di cooperazione fra popoli e culture diverse. Può aspirare a conquistarsi un ruolo nel sistema di relazioni fra i popoli.

Perchè il Mediterraneo? Per la sua chiara individuazione geografica e una storia unitaria millenaria. Le migrazioni, i conflitti e gli intrecci etnico-culturali fra i suoi popoli non fanno altro che ribadire questa unità storico-culturale. Esiste, in questo senso, una cultura mediterranea, un'arte mediterranea, tradizioni popolari, danze, musica, canti mediterranei, una cucina mediterranea.

C'è anche un interesse primario dei popoli del Mediterraneo a ricercare una loro interna unità. Perchè essi si ritrovano in uno stato di soggezione politica, economica e culturale, tanto i popoli del Mediterraneo europeo quanto quelli del Mediterraneo nord africano e mediorientale. Oggi, poi, molti di questi popoli, sono fatti oggetto delle mire geopolitiche di potenze continentali e regionali, sono oggetto di aggressione, sono bombardati dalla terra e dal cielo, abbandonano in massa le loro terre che sono spogliate di quello che resta. La culla dell'umanità e della civiltà diventata deserto. Bisogna quindi lottare, con la forza delle idee, per il riscatto del Mediterraneo.

Progetti per costruire il Mediterraneo? Nel disastroso contesto di oggi? Sì, perchè il Mediterraneo è una scelta strategica di lungo periodo non una scelta tattica e contingente. Ecco perchè bisogna guardare al di là della tragedia attuale e non considerarla irreversibile. Il riscatto dei popoli è possibile.

Eppure i soggetti che si sono dedicati all’unità mediterranea sono molteplici: associazioni di cultura e società, istituzioni locali e nazionali, esponenti di spicco del mondo accademico e dell’informazione e molteplici sono anche le iniziative poste in essere: la cooperazione e i progetti euro-mediterranei culminati nel c.d. “Processo di Barcellona” patrocinato dall’UE, l’Unione per il Mediterraneo, patrocinata dal presidente francese Sarkozy, gli incontri culturali che promuovono la conoscenza dei diversi patrimoni, le opere saggistiche e letterarie di autori di varia etnia, storia, cultura. E non si contano, poi, i convegni.

Ma ogni progetto nasconde delle riserve mentali. C’è chi pensa semplicemente di aiutare il Mediterraneo a risolvere alcuni problemi di sviluppo e di sopravvivenza e chi vuole il riscatto mediterraneo trasferendogli i valori propri di altre culture. Per noi Il Mediterraneo è l’incontro, il confronto, la coesistenza di culture diverse che diverse devono restare e tuttavia cooperare. Non dobbiamo aiutare nessuno a diventare come noi. Non dobbiamo pensare che la nostra cultura sia moderna e quella degli altri arretrata, superata, medievale. Le culture hanno tutte pari dignità. Solo così si può costruire un processo unificatorio e far nascere la cultura delle culture: la cultura mediterranea. Esempi storici? I quattro secoli dell’emirato e del regno di Sicilia.

Occorre promuovere veri e propri momenti di incontro e di confronto fra delegazioni di diversi popoli e paesi. Occorre che in questi incontri si aggiungano ai temi culturali anche quelli di impegno civile e di militanza ideale. Che si passi a immaginare Istituzioni mediterranee impegnate per il riscatto dei popoli e per modelli propri di società, di culture, di sviluppo che siano alternativi ai modelli dominanti. Come si può pensare al riscatto e alla cooperazione fra i popoli mantenendo ed esaltando quei modelli di cultura, di società e di sviluppo che hanno portato all’accaparramento delle risorse e alla sottomissione dei popoli? Sì, anche la cultura apparentemente di libertà e di diritti che caratterizza il mondo occidentale deve avere qualcosa di sbagliato: l’individualismo? Il materialismo? Il consumismo? Dobbiamo allora ricercare culture nuove e alternative prima ancora di elaborare proposte vicine alla politica.

Il cammino è assai arduo e complesso. Pensiamo che servirà anche “L’Ora del Mediterraneo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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