C’è un progetto che affascina tanta gente, in Sicilia, soprattutto, ma anche in altre regioni e città bagnate da un mare che le unisce tutte. E’ il progetto Mediterraneo.

Il progetto Mediterraneo vuole uniti e liberi i tanti popoli che da millenni vivono nel Mare Interno e che hanno sviluppato culture, religioni, tradizioni assai diverse l’una dall’altra e tuttavia unite dagli influssi reciproci, da intrecci etnici e culturali, da interessi ed aspirazioni comuni.

Ma, così come diverse sono le culture anche diversi e trasversali sono i modi di intendere l’unità Mediterranea e scarsi i risultati sulla via della ricerca dell’unità. Eppure i soggetti che si sono dedicati all’unità mediterranea sono molteplici: associazioni di cultura e società, istituzioni locali e nazionali, esponenti di spicco del mondo accademico e dell’informazione e molteplici sono anche le iniziative poste in essere: la cooperazione e i progetti euro mediterranei culminati nel c.d. “Processo di Barcellona” patrocinato dall’UE, l’Unione per il Mediterraneo, patrocinata dal presidente francese Sarkozy, gli incontri culturali che promuovono la conoscenza dei diversi patrimoni, le opere di autori di varia etnia, storia, cultura. E non si contano, poi, i convegni. Tanto che un autorevole fautore del Mediterraneo, Agostino Spataro, ebbe a scrivere, recentemente, un articolo dal titolo “Mediterraneo, un mare di … convegni”.

In sintesi estrema si possono riconoscere le posizioni di chi vuole semplicemente aiutare il Mediterraneo –o meglio i singoli paesi che ne fanno parte e nemmeno tutti– a risolvere alcuni problemi di sviluppo e di sopravvivenza, di chi vuole il riscatto mediterraneo trasferendogli i valori, le culture e le idee di libertà, democrazia e diritti umani tipici delle società occidentali, di chi crede che l’unità possa realizzarsi imponendo i propri valori culturali e religiosi a tutti gli altri. Bene, tutte queste strade si sono dimostrate fallaci. Il Mediterraneo è tale solo se riesce a perseguire l’idea che la sua cultura è l’insieme delle culture liberamente espresse dalle varie comunità, che la sua religione è quella delle religioni che coesistono e si rispettano, ciascuna con pari dignità, che i suoi valori culturali, politici, sociali e gli assetti istituzionali e legislativi sono quelli compatibili con la coesistenza e la cooperazione fra i popoli. E devono essere proprio i popoli, prima ancora che gli stati e i governi a farsi interpreti e protagonisti di questo processo. E’ questo il progetto Mediterraneo della Società Siciliana per l’Amicizia fra i Popoli. Non è il solo, per fortuna, e la stessa Amministrazione comunale di Palermo persegue con coerenza la cultura del Mediterraneo. Non dobbiamo aiutare nessuno a diventare come noi. Non dobbiamo pensare che la nostra cultura sia moderna e quella degli altri arretrata, superata, medievale. Le culture hanno tutte pari dignità. Solo così si può costruire un processo unificatorio e far nascere la cultura mediterranea, la cultura “delle culture”.

Oggi quel che resta della cultura mediterranea arranca, si blocca, lascia perplessi. Oggi il Mediterraneo è dilaniato non solo dalle divisioni religiose, politiche, culturali, ma anche, addirittura, dalle guerre e dalle tremende conseguenze delle guerre. Guerre in cui i popoli del Mediterraneo sono un soggetto passivo, subiscono interessi e decisioni altrui e quando in qualche misura vi prendono parte sono quantomeno strumentalizzati da questi interessi e decisioni altrui. Il Mediterraneo, insomma, per la sua nascita deve prima di tutto sconfiggere la guerra e la cultura della guerra, quella militare e quella culturale.

Che cos’è, dunque, il progetto Mediterraneo di Amicizia fra i Popoli? Vediamone alcuni dettagli. Intanto l’incontro fra i popoli. Occorre promuovere veri e propri momenti di incontro e di confronto fra delegazioni di diversi popoli e paesi. Occorre che in questi incontri si aggiungano ai temi culturali anche quelli di impegno civile e di militanza ideale. Che si passi a immaginare Istituzioni mediterranee impegnate per il riscatto dei popoli e per modelli propri di società, di culture, di sviluppo che siano alternativi ai modelli dominanti. Chi, e sono tanti, critica, sommessamente o ferocemente, la politica di espansionismo occidentale non può, poi, accettare, difendere e promuovere la cultura apparentemente di libertà e di diritti di questo stesso fronte. Se c’è tanto di sbagliato nelle politiche di accaparramento delle risorse e di sottomissione dei popoli ci deve essere qualcosa di sbagliato anche nelle culture, nella visione delle società e dei modelli di sviluppo. Dobbiamo allora ricercare culture nuove e alternative prima ancora di elaborare proposte vicine alla politica.

Le nuove culture possono essere ricercate, secondo Amicizia fra i Popoli, in progetti quali l’Inno del Mediterraneo, l’Ora del Mediterraneo, l’architettura simbolica ed altri ancora.

L’Inno del Mediterraneo è già stato scelto dall’Associazione. E’ un canto in cui le note e il testo, la voce e il ritmo esprimono l’anima profonda e unitaria dei popoli e delle culture che vivono nel mare interno. Ne è autrice ed interprete Lucina Lanzara, prestigiosa artista siciliana e scrittore del testo il poeta Stefano Elia, artista di Castelvetrano. Si tratta di promuoverne la diffusione e la condivisione.

L’Ora del Mediterraneo è un progetto che mira a realizzare un giornale dei popoli del Mediterraneo un prodotto editoriale diffuso nel quale potranno riconoscersi i popoli e le culture che vivono sulle sponde del Mare Interno e ne condividono una storia comune e una cultura conseguente e alternativa.

L’architettura simbolica è ancora un progetto che ha lo scopo di  ricercare  ed evidenziare  le radici culturali ed artistiche dei monumenti siciliani dei secc. XI e XII unitamente ai contributi sincretici nord europei e medio orientali. Si tratta di realizzare studi e ricerche sull’argomento e sull’itinerario Arabo-Normanno di Palermo a cura di autorevoli studiosi, di promuovere seminari di studio e corsi formativi internazionali sui monumenti che sono testimonianze della cooperazione storicamente realizzata fra le civiltà coesistenti Si tratta, infine, di lanciare nuove proposte architettoniche Sicilia-Mediterraneo a partire dalla progettazione e realizzazione a Palermo di un nuovo monumento che esprima, anche nelle forme architettoniche, la vocazione di centralità mediterranea della Sicilia e della Città e sia rappresentativo della sua storia e della sua cultura multietnica, assolutamente originale e baricentrica fra oriente e occidente.

L’intero progetto Mediterraneo è descritto nelle pagine del sito dell’Associazione e illustrato nelle Conferenze Sicilia-Mediterraneo e nelle altre iniziative di Amicizia fra i Popoli. Occorrono contributi, tanti contributi, anche differenti ma sinceri. Chi vuole aiuti il progetto.