Amicizia fra i Popoli - Progetto Mediterraneo - L'Ora del Mediterraneo - Prove di Giornale

L'ORA DEL MEDITERRANEO

il Giornale dei Popoli del Mediterraneo

 

 

 

 

"Tutte queste città sanno che le tante cose che le dividono, storia, religione, cultura fanno parte comunque di un sistema unitario, di migrazioni, conflitti ed intrecci etnico culturali che fanno del Mediterraneo una unità nella sua grande complessità".

 
 

LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI E LA NUOVA UMANITA'

di Ninni Casamento

Ho mutuato il titolo del dramma di Brecht per parlare di oggi, della nuova umanità dei popoli e delle culture che non trova ancora spazio, dei mutamenti profondi, quasi delle mutazioni genetiche, che si producono nelle società, nelle culture e nei modelli di sviluppo. E anche degli atteggiamenti quasi sempre passivi di uomini e popoli di fronte ai processi di cambiamento incombenti che stanno per travolgerci. Passivi o rassegnati, irrazionali, impulsivi, paranoici, privi di valutazioni su quali siano le forze in campo, e su come e perché dobbiamo seguire questa o quella strada.
Fu così che il brechtiano gangster di Chicago si fece strada ed arrivò al potere. Ma chi l’aiutò nell’impresa? I suoi amici, naturalmente e pure i suoi nemici, paradossalmente, per la passività, l’irrazionalità, la superficialità, la sottovalutazione, la lusinga dell’inganno, la stupida e colpevole divisione interna. E, ancora, chi ne voleva l’ascesa? Una forza, una classe che aveva i piedi in due staffe: quella della “democrazia” e quella della “dittatura”. Doveva solo scegliere quale delle due fosse più conveniente per i suoi interessi in quel momento e “manovrare” con tutti i mezzi, leciti e illeciti, le menti della gente per portarle ad assecondare proprio i suoi interessi.
E’ esattamente quello che avviene oggi. Rispetto ai poteri forti che hanno il controllo delle società, alla finanza globalizzata che domina gran parte del mondo e si espande ancora con la forza brutale e con la lusinga della seduzione (ricordate la “bestia” e la “grande prostituta” dell’Apocalisse di Giovanni Evangelista?) qual è il nostro atteggiamento? Certo, ci opponiamo, siamo rivoluzionari, vogliamo il cambiamento.
Ma non ci rendiamo conto che molti di quelli che strepitano contro i poteri forti ne sono, in realtà, mallevadori? Sono la seconda staffa degli stessi poteri forti. Come fanno movimenti appena nati, fondati su generiche rivendicazioni di giustizia, ad espandersi rapidamente fino ad aspirare al governo dei Paesi senza l’appoggio dei poteri forti? Eppure tanti rivoluzionari si schierano con loro per far cadere governi manovrati dai poteri forti! Che credete che alla caduta di quei governi, magari effettivamente compromessi con la finanza dominante, sarete voi a prenderne il posto? No: sarà Arturo Ui.
Siete rivoluzionari ed appoggiate senza esitazioni la cultura delle libertà e dei diritti individuali. Giusto. Ma avete riflettuto? Vi siete resi conto che la rapida, ampia ed esasperata diffusione di questa cultura è diventato il cavallo di Troia della globalizzazione e del consumismo criminale? Che attraverso questa cultura si vuole scardinare ogni opposizione al dominio dei forti? Senza più identità culturali, etniche, religiose e perfino sessuali stiamo diventando automi, robot nelle mani dei forti?
Siete senza lavoro e migrate verso Paesi che offrono maggiori opportunità. Siete stati colpiti dallo sfruttamento, dalla fame, dalla guerra, dalle bombe e dai massacri e migrate e rischiate la vita e morite anche, come fanno gli animali in cerca del fiume per dissetarsi. Ma l’avete capito che tutto questo è voluto? Che molte terre sono state destinate alla desertificazione per concentrare ricchezza e potenza su quelle che vi ospiteranno?
Non si esce dal dilemma votando Clinton o Trump né votando si o no al referendum costituzionale in Italia. Occorre parlare ai popoli e alle persone di una Nuova Umanità e individuare nuovi modelli di cultura, di società, di sviluppo. Occorre proporre le alternative al sistema: la coesistenza e la cooperazione fra i popoli e le culture. Occorre darsi una strategia e anche una tattica che consentano di fare delle scelte di minor momento, per individuare delle alleanze e delle forme di lotta. Libertà dopo libertà, diritti dopo diritti, scissione dopo scissione tendiamo a formare nel mondo sette miliardi di partiti. Per poi lasciarci dominare da uno solo: il mostro globale.
Non c’è nulla nel mondo che si impegni e si organizzi per una nuova umanità dei popoli e delle culture. Ci sono solo pallidi riferimenti ma dalle grandi potenzialità: le religioni, che sanno che cos’è l’Uomo, da dove viene e dove potrà arrivare e quella giovane, modesta idea che chiamiamo Mediterraneo non per delimitarne l’ambito geografico ma perché la realtà mediterranea è emblematica del mondo intero.
La Società siciliana per l’Amicizia fra i Popoli ha già avviato il 14° Corso di culture Sicilia-Mediterraneo (amiciziafraipopoli.org), un ciclo di 22 conferenze, da ottobre a giugno, per far conoscere ai popoli la stessa loro cultura e le culture degli altri popoli. Ci auguriamo che il messaggio sotteso di Nuova Umanità faccia breccia in qualche cuore e che altri lo raccolgano per farne un vero e proprio movimento organizzato di idee e di iniziative.

 

 

 

 

 

 

 

 

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