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La Sicilia dal primato europeo al sottosviluppo del Mezzogiorno

di Ninni Casamento

IL PARTITO DEL SUD? Si fa o non si fa? E' una scelta tattica o strategica? E' strumentale per raggranellare quattrini e distribuirli alle clientele meridionali? Quali forze reali stanno alla base di queste schermaglie della politica? Questi interrogativi si rincorrono nella stampa e nei media. Coinvolgono politici ed esponenti della cultura anche di primo livello. E arrivano risposte ed opinioni, previsioni e divinazioni.

L'Italia spaccata in due. Il Mezzogiorno sottosviluppato e improduttivo che chiede quattrini al Nord che produce ricchezza. Questo si dice dalle parti della Lega Nord e si riecheggia pur con tante differenze, da destra e da sinistra, dal Nord e anche dal Sud. Il Mezzogiorno privo di una classe imprenditoriale, incapace di darsi istituzioni serie e votate allo sviluppo del territorio, capace solo di lucrare finanziamenti statali e di distribuirli alle clientele e alle mafie.

Ma, dico, stiamo scherzando? per fare un'analisi di questo tipo, che attiene al campo economico soprattutto ma che va a disturbare anche le altre scienze sociali e financo l'antropologia, bisogna prima vedere quando e perchè certi fenomeni sono nati.

Il sottosviluppo del Paese Meridiano (così mi piace chiamarlo da qualche anno a questa parte) e della cultura meridiana è fenomeno assolutamente recente ed è datato 1861. Questo è il primo punto che bisogna mettersi in testa quando si parla di divario fra Nord e Mezzogiorno dello Stato italiano. Prima dell'unificazione il divario non c'era o meglio c'era, eccome se c'era, ma a vantaggio del Sud.

E allora? I popoli meridiani sono rincoglioniti di punto in bianco a partire dall'unificazione nel regno d'Italia? Sono diventati, per la prima volta nella loro storia, incapaci di intraprendere, di commerciare, di coltivare la terra, di approntare servizi, di aggiornarsi, di inventare? Sono diventati all'improvviso dei ritardati mentali, ignoranti, sporchi e fitusi?

Dite a un milanese che la loro grande città, nel 1861, era, per popolazione, la terza d'Italia dopo Napoli e Palermo. Non ci crederà. Dite ai popoli padani che al tempo della loro Lega e già da qualche secolo il regno Meridiano aveva il primato europeo dello sviluppo economico, culturale e demografico (Palermo prima metropoli d'Europa) e che nei secoli successivi, fino al 1861, il Sud, pur perdendo il primato, resta un punto di riferimento essenziale dell'economia e della cultura europea. Sghignazzeranno. Ma, un momento, a ben pensarci, queste cose non le sappiamo neanche noi meridionali, noi siciliani. Sono state abilmente cancellate dai manuali scolastici. Noi, che abbiamo il primato assoluto dei beni culturali, quando si parla di "città d'arte" guardiamo a Firenze e ai suoi capolavori rinascimentali. "Un détachement d'avant-garde du vieil Occident assoupi, réveillé par un prince de deux cents ans en avance sur la Renaissence qui cherchait une certaine lumière en secouant la poussière du Moyen Age" (Pierre Boulle citato in Jacques Benoist Méchin, Frédéric de Hohenstaufen, Paris, 2008). Ditelo ai padani che i nostri Lombardo, Veneziano, Genovese, Pisano, Toscano, Piemontese, Saraceno, Aragona, Catalano, Castiglia, Tedesco, Inglese, Spagnolo, Francese, Greco, Turco, ecc., ecc., testimoniano di traffici e di rapporti e di immigrazione di lavoratori nel primo grande stato unitario nella penisola italiana. Evito di fare il confronto con le terre del Nord e il loro livello di sviluppo per non rischiare di scavare un solco polemico. Evito, per lo stesso motivo, di giudicare il ruolo svolto dai Comuni padani nella contrapposizione, sobillati dal papa (altri tempi) al regno Meridiano.

Che cosa avviene dunque nel 1861 che capovolge le sorti rispettive dei due (almeno) popoli che si trovano nel terriorio del nuovo stato unitario? Di questo si deve discutere aggiornando i termini del dibattito ampio e articolato della letteratura meridionalista classica della quale non potranno non restare fermi i concetti della spoliazione del Sud attraverso il drenaggio del risparmio e il drenaggio fiscale e del patto scellerato fra Nord-borghesia e Sud-mafia. Tutte le risorse alle nascenti industrie settentrionali, il consenso del Sud attraverso i potentati politico-affaristici.

Ora chi può ripristinare le condizioni di uguaglianza? Il satrapo milanese che negli ultimi 15 anni e nell'ultimo anno in particolare ha affossato definitivamente l'economia meridiana appoggiato com'è su una forza eversiva localista che partecipa al governo del paese? La sua improvvisa conversione per paura non tanto del ricatto dei meridionalisti dell'ultima ora (di casa sua) ma di quello che può nascere in seno ai popoli meridiani? L'opposizione parlamentare comunque compromessa con le clientele e il sistema di spoliazione post-unitario?

Credo proprio di no. Occorre una grande rivoluzione culturale, meridiana e mediterranea (sì, perchè il riscatto del Sud in ambito nazionale sta a quello mediterraneo in ambito continentale). Una rivoluzione culturale senza della quale assisteremo ancora per molto tempo alle pantomime estemporanee di questi ultimi giorni.

Sig. presidente della Regione perchè si ostina a chiamare "Palazzo dei Normanni" il Palazzo Reale di Palermo, il centro che irradiava nel mondo cultura e scienza, lettere ed arti, assetti istituzionali e diplomazia frutto di un'originale cooperazione mediterranea fatta di Occidente e di Oriente, di cristianesimo e di islam?

Sig. presidente del Consiglio, con quale logica ha scelto Milano quale sede del Forum del Mediterraneo? A proposito, grazie Fabio Granata, grazie Antonino Russo. Grazie a voi, se non ci sarà un improvviso recupero padano, il Forum avrà sede a Palermo in coerenza con secoli di storia e forti vocazioni di oggi. Questo può essere l'inizio della rivoluzione culturale.

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Il giornale dei popoli del mediterraneo