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€ 19,00 Al lettore che nella produzione speculativa di Anselmo si sofferma in modo particolare su De veritate, De libertate arbitrii, De casu diaboli e De concordia, la volontà si manifesta come un indiscutibile centro di interesse della riflessione anselmiana, tesa a determinare teoreticamente il valore e l’efficacia della iustitia, intesa come rectitudo voluntatis propter se servata, in ambito etico ed ontologico. La voluntas si presenta così quale protagonista del rapporto tra Dio e creatura, tra natura, storia ed eternità, perché è proprio mediante gli atti volontari che la creatura può inserirsi od opporsi attivamente al rectus ordo della creazione, che a sua volta costituisce come una forma di libera oggettivazione del farsi altro da sé, rimanendo se stessa, della summa rectitudo. Attraverso questo movimento la rectitudo e la recta voluntas divina si pongono e si mostrano come l’essenza della realtà. 70% di sconto Il Pungolo dei discepoli, trattato omiletico-filosofico del tredicesimo secolo, composto da Ja'aqov Anatoli presumibilmente tra la corte di Federico II di Svevia e l'Università di Napoli, è stato redatto all'origine in ebraico e mai tradotto in altra lingua. Ha una buona tradizione manoscritta e si propone essenzialmente, come indica lo stesso titolo, di incitare allo studio approfondito della Scrittura per scoprirne i significati più nascosti, sulla base della "nuova" esegesi allegorica fondata sulla riflessione filosofica di Maimonide, che Anatoli introduce in Italia dopo essersi formato in Provenza alla scuola di suo suocero Ibn Tibbon, studioso e traduttore di Maimonide. Officina di Studi Medievali - Via del Parlamento, 32 - 091586314 - 091333121
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