Contatti  Aderisci  Mailing List  Promozione

Sicilia Mediterraneo Popoli e Paesi - Un sistema per l'intercultura

Il sistema di

Amicizia fra i Popoli

Prima pagina

Lingue

Culture

Cooperazione

Viaggi

Informazione

Chi siamo

Partecipa

Novità

Archivio

Mappa

CORSI E LABORATORI DI ARTE E CULTURA POPOLARE SICILIANA

La pagina

COOPERAZIONE

Sicilia-Palestina

Il Museo dei popoli

La Biblioteca dei popoli

Targiama

Diffusione

Il Dialogo del Mediterraneo

L'inno del Mediterraneo

L'interscambio

La vetrina

Rappresentazioni classiche a Siracusa

 

Prima pagina  Cooperazione

Il Museo dei Popoli

LA PROPOSTA DI UN MUSEO DEI POPOLI

Un nuovo grande monumento a Palermo città-simbolo delle culture coesistenti e cooperanti

una nuova grande struttura architettonica e urbanistica a Palermo, città-simbolo delle culture coesistenti e cooperanti

Monumento di grande rilievo architettonico
Museo etnoantropologico
Sede di iniziative internazionali sulle lingue e le culture dei Popoli
Sede di Organizzazioni Internazionali e Mediterranee

L’idea

Le grandi capitali di stato o di regione realizzano monumenti rappresentativi della loro identità e delle loro vocazioni. E Palermo?

Ci sembra necessario far nascere una nuova grande struttura architettonica e urbanistica a Palermo, città-simbolo delle culture coesistenti e cooperanti, attraverso una rete di cooperazione tecnica, artistica e culturale, europea e mediterranea, per la progettazione, la realizzazione e la gestione dell'opera.

Il monumento, nelle sue forme architettoniche, deve esprimere il ruolo reale e ideale della Città al centro del Mediterraneo e deve diventare contenitore di una struttura viva e di alto valore simbolico anch'essa: un museo etnoantropologico.

L'idea è perfettamente coerente con le finalità, i programmi e le iniziative di Amicizia fra i Popoli. Anzi, ne costituisce il logico sbocco: la proposta di un'iniziativa di enorme valore simbolico che riassuma il modo stesso di pensare dell' Associazione e dei suoi soci.
La Sicilia, Palermo, di nuovo al centro del Mediterraneo.
Contiamo sull'adesione di privati cittadini, enti e aziende che concedano all'iniziativa il patrocinio o il contributo ricavandone anche una adeguata promozione e su istituzioni locali, regionali, nazionali e internazionali che rilevino l'idea e ne facciano un progetto operativo.

INFORMAZIONI E PARTECIPAZIONE AL PROGETTO

Sponsor - Promozione

091 6124280  -  331 3761822  -  339 2276218

info@amiciziafraipopoli.org

Contatti

La nostra iniziativa editoriale

Il giornale dei popoli del mediterraneo

Prima pagina   Lingue   Culture   Cooperazione   Viaggi   Informazione   Chi siamo   Partecipa   Novità  Archivio   Mappa

Progetto

 

Prima pagina  Cooperazione  Il Museo dei popoli

Il Museo dei Popoli

Il progetto di Milena Gentile

 
La cultura del Mediterraneo Si è  tanto  dibattuto sulla consistenza e i  limiti geografici  della  cosiddetta “cultura del Mediterraneo”. Se è vero o no che i popoli che vi si sono succeduti nel tempo  e  nello  spazio  avessero  tratti  comuni  o  quanto  meno  che  li  avessero mantenuti nei secoli.
Palermo crocevia di culture Certo  è  che Palermo, nella intricata  complessità della struttura  urbana  e  nelle molteplici stratificazioni storiche e linguistiche che la contraddistinguono, lascia ancora  oggi  intravedere i segni  di quel “crocevia di culture”  che incarnò a  lungo nella storia.
Palermo baricentro ideale di questa parte di mondo E’ anche  vero che in  tutto  il Mediterraneo  è proprio Palermo  la città  che maggiormente si presta a rappresentare emblematicamente il “baricentro” ideale di questa  parte di  mondo  i  cui  caratteri   distintivi  hanno  assunto   direzioni divergenti e per certi versi estreme: da un lato l’appiattimento delle identità locali in nome  di   una   presunta   evoluzione  civile   di  stampo   capitalistico, dall’altro  il radicamento in un malinteso senso della tradizione, sia essa religiosa che culturale.
Il presente e il futuro del Mediterraneo e dei suoi popoli Probabilmente con uno scambio più intenso tra i popoli del Mediterraneo si potrebbe scoprire che ancora oggi le affinità sono sopravvissute alle diverse storie o che certe  suggestioni  prodotte  dalle rispettive  culture artistiche trovano reciproci rimandi  ancestrali ad una comune origine. Non solo, ma si scoprirebbe anche che il Mediterraneo  e  i  suoi popoli  hanno  anche  un  futuro  di cui  storie e suggestioni culturali e artistiche sono uno dei presupposti.
Il Museo dei Popoli a Palermo Ecco perchè, oggi, a Palermo, la Società siciliana per l’amicizia fra i popoli, lancia l’idea del “Museo dei Popoli”. Un Museo della cultura del Mediterraneo, che può anche  essere  chiamato, tout court, “Museo dei Popoli” ed  essere  aperto agli apporti di altre etnie, lingue e culture.
Il Museo luogo di incontro Il Museo, in questo senso, deve principalmente essere un luogo di incontro, di scambio e di confronto. Quindi un’accezione di Museo meno statica di quella cui tradizionalmente  siamo  stati  abituati.  Non  il  luogo  esclusivamente  votato  alla “conservazione”  dei  prodotti  artistici, ma  anche  il  luogo  delle  sperimentazioni comuni, dei confronti e  della reciproca conoscenza. Dove nel  mostrare si intenda anche scoprire parti di sé nella cultura dell’altro e una peculiare cultura in ciascuna e nell’insieme di esse.
Il Museo centro polifunzionale Centro polifunzionale, quindi, che riunisca sale per mostre, auditorium-teatro, sala  convegni  e  che  diventi sede-simbolo di manifestazioni ed anche di organismi internazionali e mediterranei, centro studi specialistico  dove raccogliere le ricerche sulle  diverse etnie, e le rispettive  lingue e produzioni  culturali. Un riferimento per tutti coloro che vogliano conoscere questa parte di mondo dal punto di vista artistico, architettonico e antropologico, e per tutti  coloro che vogliano  raccontare le proprie sperimentazioni  sui diversi fronti  delle identità culturali. Un museo anche nel senso tradizionale    del    termine   per   la    conservazione   e   l’esposizione   di   opere particolarmente significative, che  potrebbero  col  tempo  costituire  una collezione permanente.
Il luogo e la consistenza architettonica della sede Un  Museo,  proprio  nel  senso  in cui  qui viene  proposto, pone anche e principalmente  il problema  del luogo e della consistenza  architettonica della sede, che in questo caso più che mai assume connotati simbolici e, necessariamente, monumentali.
La rappresentazione dell’idea e dei suoi significati Un edificio che  accoglie  in sé “funzione reale” e “funzione virtuale” deve inevitabilmente  rappresentare  anche “teatralmente”  lo  spazio  delle  integrazioni comunitarie. Motivo per  cui l’architettura  deve farsi carico della responsabilità di riassumere  in  sé  molteplici  valenze  e  quindi essere un prodotto rappresentativo dell’idea cui si vuol dare consistenza e concretezza.
La Marina di Palermo Infine, il luogo prescelto deve essere significativo. Per Palermo quale luogo potrebbe  essere  più  idoneo  del mare, da sempre  mezzo di scambio tra i popoli e origine di ogni forma di comunicazione? La  cosiddetta  Marina  di  Palermo  per  decenni  ha  subito  un  destino  di mortificazione  e di oblio. Solo da qualche  anno vi è  stata dedicata attenzione, per quanto ancora blanda e insufficiente a un risveglio e a una riscoperta  definitiva del mare da parte dei palermitani, che per secoli vi hanno voltato le spalle.
Il monumento sul mare. Una collocazione quasi virtuale L’ufficio tecnico  del Comune di Palermo  aveva elaborato un progetto, poi accantonato per insufficienza di fondi, che prevedeva il ripristino dell’antica linea di costa prima che le discariche  ne mutassero  definitivamente la configurazione. Da questa  operazione di  recisione deriverebbe  un lembo  di terra a  foggia di isolotto dove  andrebbe  in  parte  ad  impiantarsi  il  nostro  edificio, che  per altra  parte si protenderebbe verso il mare a palafitta. Quindi  una collocazione quasi virtuale, oltre che  estremamente  pertinente  per  una  istituzione  come  quella  del  Museo  del Mediterraneo, che  rimanderebbe  per  assonanza  ad  uno  degli  edifici che più ha caratterizzato  le  coste  palermitane,  lo  Stabilimento   di   Mondello.  Da   questa collocazione nascerebbe anche uno stimolo per interventi urbanistici conseguenti e coerenti.
Monumentalità e rappresentatività E’ evidente che il progetto si pone come estremamente ambizioso in un’era come quella  in cui viviamo  nella quale si è perso il senso del “monumentale” inteso soprattutto come “rappresentativo” di un’istituzione che riassuma in sé i significati e i valori  migliori  prodotti  dalla  nostra  epoca.  Un’istituzione  che  miri  a filtrare gli aspetti più produttivi di quella “globalizzazione” di cui tanto si discute, eliminandone il maggior pericolo: l’omologazione. Perché conoscenza è principalmente conoscenza delle   proprie   origini  e  quindi   delle   diversità  e  delle  affinità  più  vere  e  non passivamente recepite.
La rete di cooperazione internazionale, europea e mediterranea Un progetto il nostro che darebbe luce ai partners che se ne faranno carico, certamente  riuniti  in  consorzio, vista  l’entità dell’opera, in modo da realizzare una grande  rete  di cooperazione  internazionale, europea e mediterranea, composta da istituzioni   politiche   e  amministrative,   culturali   ed   accademiche,  associazioni rappresentative delle società e  delle culture dei popoli.
L’opera patrimonio comune dei paesi e dei popoli del Mediterraneo Il consorzio assumerebbe la gestione delle  collaborazioni tra i  soggetti  promotori e  partecipanti e garantirebbe l’effettività,  la  tempestività,  la qualità  delle  iniziative  e  soprattutto  la  natura  di patrimonio comune dei paesi e dei popoli del Mediterraneo.
 

Gentile

 

Prima pagina  Cooperazione  Il Museo dei popoli  Il progetto

Milena Gentile

 
Milena Gentile, palermitana, architetto. Lavora al Museo Archeologico di Palermo e collabora con il Dipartimento di Storia e Progettazione della facoltà di Architettura dell’Università di Palermo. Specializzata in restauro dei beni artistici e architettonici. Collaboratrice, come critico dell’architettura, di quotidiani palermitani. Ha partecipato all’allestimento di mostre, fra cui “Palermo punica” e “Prima Sicilia”. Autrice di diverse pubblicazioni tematiche (museografia storica e storia dell’architettura).