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Un inno per i popoli

del Mediterraneo

 

 

di Carmen Di Gloria

 

Nasce, nel contesto delle numerose inziative della Società Siciliana per l’Amicizia fra i Popoli, l’idea di realizzare un inno del Mediterraneo. Un'idea che si traduce subito in realtà. L’attenzione degli ideatori cade, sul  brano musicale “Il canto del sole”, realizzato dalla cantante e compositrice Lucina Lanzara. Romana di nascita ma palermitana d’adozione, il suo canto si basa sulla sperimentazione vocale che durante le esibizioni crea un vero e proprio  scambio di energie tra artista e spettatori, così come avviene nei concerti all’alba nel teatro antico di Segesta, di cui sarà protagonista la prossima estate. E’ affascinata dall’idea che il suo brano, edito da Rai Trade nel 2004, diventi colonna sonora delle molteplici attività dell’Associazione,  ma anche simbolo di un'unità certamente ancora da raggiungere ma possibile. Definisce il mediterraneo una terra dai confini bianchi ma di cui tutti avvertiamo la maternità. Dà  il suo consenso e da quel momento si parte alla ricerca di un testo che per coerenza, poeticità ma anche per metrica risulti in sintonia con la musica.

Viene creato un bando per un concorso internazionale di poesia, al quale partecipano venti artisti, ognuno con un’ idea che dia un testo alla musica di Lucina Lanzara. Si forma così una giuria composta da artisti francesi, greci, tunisini che, non senza difficoltà, vista la qualità delle opere presentate, seleziona “Vento Mediterraneo”. Il testo poetico di Stefano Elia, un operatore sanitario prestato con successo ad una attività artistica poliedrica, dal teatro alla prosa ai cortometraggi. ”Vento di battaglia, vento di poesia soffia una leggenda storia e fantasia”. L’ispirazione di questi versi, dice l’autore, deriva dall’osservazione dei paesaggi, dalla percezione dei suoni e dai profumi della mia terra. Ma anche dalle riletture delle opere di Omero che così bene rappresentano l’essenza e lo spirito mediterraneo.” Mediterraneo paesi tuoi guerre ed eroi nei mari tuoi, mediterraneo fratelli noi negli occhi tuoi”. Questo auspicio di fratellanza e dialogo costruttivo fra i popoli del Mediterraneo, continua Elia, non credo sia facile da realizzarsi visto che dovremmo imparare ad averlo prima con chi ci sta accanto. Una vera rivoluzione che deve partire prima dall’individuo. Con questo testo ho voluto dare un contributo per quanto piccolo, alla riscoperta delle nostre radici.  

E così uno dei progetti di Amicizia fra i popoli è diventato realtà grazie anche alla tenacia di Ninni Casamento creatore dell’associazione, che ha inserito l’inno nel sistema di iniziative volte a creare un interscambio culturale reale. Corsi di lingue, 33 lingue "dei popoli", strutturati su vari livelli di apprendimento, da effettuare anche in loco, serate etniche dedicate all’aspetto gastronomico di quei popoli, con consulenti e cena rigorosamente del luogo prescelto. Ma anche conferenze e prestigiosi convegni internazionali, come quello che si farà l’anno prossimo, dedicato ai quattro secoli di discontinuità nella storia di Sicilia, dagli arabi alla morte di Federico II, in collaborazione con il dipartimento di studi Euromediterranei della facoltà di Lettere dell’università di Palermo. Insomma, siamo in tanti a crederci e questo ci sembra il modo migliore per far si che una speranza diventi realtà. 

 

L'inno del Mediterraneo

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La nostra iniziativa editoriale

Il giornale dei popoli del mediterraneo

 

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