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Viene creato un bando per un concorso internazionale di poesia, al quale partecipano venti artisti, ognuno con un’ idea che dia un testo alla musica di Lucina Lanzara. Si forma così una giuria composta da artisti francesi, greci, tunisini che, non senza difficoltà, vista la qualità delle opere presentate, seleziona “Vento Mediterraneo”. Il testo poetico di Stefano Elia, un operatore sanitario prestato con successo ad una attività artistica poliedrica, dal teatro alla prosa ai cortometraggi. ”Vento di battaglia, vento di poesia soffia una leggenda storia e fantasia”. L’ispirazione di questi versi, dice l’autore, deriva dall’osservazione dei paesaggi, dalla percezione dei suoni e dai profumi della mia terra. Ma anche dalle riletture delle opere di Omero che così bene rappresentano l’essenza e lo spirito mediterraneo.” Mediterraneo paesi tuoi guerre ed eroi nei mari tuoi, mediterraneo fratelli noi negli occhi tuoi”. Questo auspicio di fratellanza e dialogo costruttivo fra i popoli del Mediterraneo, continua Elia, non credo sia facile da realizzarsi visto che dovremmo imparare ad averlo prima con chi ci sta accanto. Una vera rivoluzione che deve partire prima dall’individuo. Con questo testo ho voluto dare un contributo per quanto piccolo, alla riscoperta delle nostre radici. E così uno dei progetti di Amicizia fra i popoli è diventato realtà grazie anche alla tenacia di Ninni Casamento creatore dell’associazione, che ha inserito l’inno nel sistema di iniziative volte a creare un interscambio culturale reale. Corsi di lingue, 33 lingue "dei popoli", strutturati su vari livelli di apprendimento, da effettuare anche in loco, serate etniche dedicate all’aspetto gastronomico di quei popoli, con consulenti e cena rigorosamente del luogo prescelto. Ma anche conferenze e prestigiosi convegni internazionali, come quello che si farà l’anno prossimo, dedicato ai quattro secoli di discontinuità nella storia di Sicilia, dagli arabi alla morte di Federico II, in collaborazione con il dipartimento di studi Euromediterranei della facoltà di Lettere dell’università di Palermo. Insomma, siamo in tanti a crederci e questo ci sembra il modo migliore per far si che una speranza diventi realtà.
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