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Il documento finale del convegno

La rivendicazione della centralità mediterranea della Sicilia è una scelta strategica. Si tratta di collocare la Sicilia al centro di un progetto che affondi le sue radici nella posizione geografica e nella storia originale dell'Isola.

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L'invito-programma

La locandina

L'articolo di Ninni Casamento

Le foto di Barbara Lo Fermo

Vittorio Noto "La paleapoli inespugnabile"

Francesco Torre "Interculturalità e Mediterraneo. L'Università del Mediterraneo"

Claudio Paterna "Un museo mediterraneo degli strumenti musicali etnici"

Vittoria Fatta (ENEA) "Tecnologie solari a concentrazione su piccola scala. Un passo verso la sostenibilità delle comunità del Mediterraneo"

Agostino Porretto "La pianificazione del turismo siciliano nella nuova realtà euro-mediterranea"

Gonzalo Alvarez Garcia "Le religioni del Mediterraneo"

Il contributo di Michelangelo Ingrassia*

Il documento dimostra l'esistenza culturale, politica, storica di una idea unitaria del Mediterraneo e dei suoi popoli; idea che in altre epoche fu capace di muovere il mondo sulla rotta della condivisione di principi e risorse; idea che in potenza è capace di sviluppare relazioni sociali, culturali ed economiche alternative al caos oggi dominante. La scelta strategica del Mediterraneo, dunque, può e deve diventare una scelta di strategia politica, culturale ed economica per l'unità dei popoli del Mediterraneo. Ciò presuppone il coraggio di affermare che l'unione europea è ormai tramontata. Lo dimostra ciò che sta accadendo in Grecia, in Spagna, in Italia, nell'area della Crimea, nei paesi del vicino Oriente e della costa afromediterranea. Difendere oggi l'attuale organizzazione dell'Europa significa essere conservatori. Lottare per una federazione dei popoli del Mediterraneo, distante e distinta dall'unione dei popoli dell'Atlantico, significa dirsi rivoluzionari. Ed è inevitabile, in prospettiva, una politica di collaborazione tra i popoli del Mediterraneo e l'area balcanica, compreso la Russia, e i popoli dell'America Latina. Dopo secoli di dominio del Nord/Ovest è tempo che il quadrante della storia torni a segnare la riscossa del Sud/Est. Ancora una volta non si tratta più di "capire" il mondo ma di "trasformarlo". Se è così, se crediamo in questa nuova visione del mondo, allora dobbiamo cominciare a ragionare non sul cosa vogliamo ma sul "che fare?".

*Docente di storia moderna e storico. Scrittore e saggista. Relatore in numerose conferenze e convegni. Protagonista dei nostri incontri "Sicilia-Mediterraneo".

 

DOCUMENTO FINALE

La scelta strategica mediterranea
La rivendicazione della centralità mediterranea della Sicilia è, per l'Associazione e per quanti ne condividono le iniziative ed il messaggio culturale, una scelta strategica. Si tratta di collocare la Sicilia al centro di un progetto che affondi le sue radici nella posizione geografica e nella storia originale dell'Isola. Di promuovere il riscatto dei tanti popoli che vivono nel Mare Interno e di stimolare la ricerca di tutto ciò che li unisce, dalle radici mitiche, storiche e culturali all'interesse ad uno sviluppo sostenibile comune.

Il Convegno ha ribadito che non si possono efficacemente perseguire obiettivi di sviluppo senza un profondo ancoraggio alle radici culturali dei popoli del Mediterraneo ad al loro divenire, cercando in esse i simboli e gli stimoli per il riscatto. Non si possono, parimenti esaltare soltanto le radici culturali in termini di mera nostalgia ma bisogna che, contemporaneamente, si preparino le vie di uno sviluppo coerente.

Palermo e la Sicilia hanno tutti i titoli per farsi promotrici di questo processo per la loro storia superba che le ha viste protagoniste in ambiti culturali, di società e di ricchezza costruiti con l'apporto di tutte le civiltà mediterranee e, paradossalmente ma significativamente, perché condividono oggi con i popoli mediterranei una marginalità e forse anche un degrado che solo unitariamente possono superare e ribaltare.

Né la scelta strategica può essere accantonata a causa del mutare, anche drammatico e tragico di quello che è un sub-continente in mezzo ai continenti, con le sue terre e i suoi popoli. L'obiettivo va perseguito sempre, anche quando sembra allontanarsi travolto da situazioni di sfacelo politico, sociale, economico ed anche culturale e, addirittura, militare.

Oggi non esiste un Mediterraneo politico e non esiste nemmeno una unità culturale mediterranea accettata e riconosciuta. Il Mediterraneo, anzi è frammentato e in conflitto fra le sue stesse componenti etniche e culturali. Conflitti spesso fomentati e provocati da chi sta fuori del Mediterraneo per soggiogarlo e dominarlo attraverso l'indebolimento e la distruzione di ogni spirito unitario.

Palermo promotrice di un'idea, allora. Un'idea che vuole fare del Mare Interno un luogo di incontro di popoli e culture, un luogo di coesistenza e di cooperazione fra i popoli, di sviluppo forte e sostenibile proprio come ai tempi dell'emirato e del regno di Sicilia, dall'831 al 1250. Un luogo che saprà trovare anche forme di amicizia e cooperazione con gli altri popoli dello scacchiere globale ma solo dopo aver trovato la propria unità interna. E' folle parlare di cooperazione fra realtà forti e cristallizzate e realtà deboli e disperse. Questa cooperazione vuol dire sottomissione.

Le radici storico-culturali comuni

Abbiamo ascoltato dai relatori approfondimenti di ordine storico e culturale sulla Sicilia e sul Mediterraneo. Dalla Paleapoli di Palermo sotto l'aspetto architettonico e storico-culturale ma anche simbolico delle radici mediterranee della Sicilia (Vittorio Noto) alla visione del Mediterraneo che è propria della Riva Sud con le gravi lacerazioni, i tentativi di riscatto, le delusioni (Muhammad Al Daire). Dal senso profondo delle grandi religioni, con una storia di grandezza, di rivalità, di persecuzioni anche all'interno di ciascuna di esse (Gonzalo Alvarez Garcia), al riscatto del popolo palestinese, occupato da troppi decenni e alla cooperazione internazionale per aiutarlo (Zaher Darwish), ai diritti umani in Iran (Pietro Mohebbali).

Tutt'altro che secondari sono risultati, poi, gli eventi racchiusi all'interno del convegno per il loro valore simbolico e di stimolo: dall'esposizione dei "volti", foto di Alberto Gandolfo alla proiezione dell'Inno del Mediterraneo (Lucina Lanzara e Stefano Elia gli autori), nostra iniziativa di grande valore simbolico che vuole offrire ai popoli del Mare Interno musica e versi in cui riconoscersi tutti, alla poesia di Claudio Alessandri, recitata da Corinne Latteur, "Com'era bella Palermo la notte", versi struggenti su una città grande, cosmopolita, fascinosa che non c'è più. E' stato ricordato l'alto valore della complessiva opera di Claudio Alessandri, dalla poesia ai racconti, ai saggi storici e architettonici, tutti dedicati alla Sicilia da un non siciliano, ed intrisi di amore e passione per l'Isola e per Palermo. Per Claudio Alessandri il Convegno ha proposto l'intitolazione di una via o di una scuola.

I progetti di sviluppo Sicilia-Mediterraneo

Abbiamo ascoltato anche proposte e progetti di sviluppo che sappiano far crescere l'idea stessa di Mediterraneo. L'interculturalità mediterranea e la sede per esaltarla: il progetto di Università del Mediterraneo da realizzare ad Erice (Francesco Torre). Il museo mediterraneo degli strumenti della musica etnica per esaltare una ricchezza enorme documentata dalla ricerca (Claudio Paterna, Progetto Restauro, Centro regionale del restauro). Le tecnologie solari a concentrazione su piccola scala per la sostenibilità delle comunità mediterranee (Vittoria Fatta, progetto ENEA, Centrali solari e fonti energetiche alternative ). I due esempi di impegno civile per Palermo Capitale e gli altri numerosi progetti di sviluppo, discussi in precedenti edizioni del Convegno e qui richiamati (Massimo Scarafia). La pianificazione del turismo siciliano nella nuova realtà euro-mediterranea, relazione fatta pervenire da Agostino Porretto, impossibilitato ad intervenire ai lavori. Muhammad Al Daire ha anche proposto la costituzione di scuole di formazione e ricerca e lo scambio di esperienze in materia di vecchi e nuovi mestieri nel campo architettonico ed edilizio e la diffusione delle lingue dei popoli del Mediterraneo come primo approccio a una cultura comune.

Il patrocinio di Istituzioni ed Enti

Graditissimo, infine, l'apprezzamento di Regione siciliana, Comune di Palermo, Consulta delle Culture, Istituto Platone, Abbadessa Editrice, Inner Wheel e Associzione Aziz 831 che hanno concesso il patrocinio all'iniziativa. La Consulta delle Culture, in particolare, svolge un ruolo fondamentale per Palermo multietnica e multiculturale rappresentando istituzionalmente le etnie presenti in Città ed è, per noi, interlocutore importantissimo per consolidare il nostro messaggio.