Prima pagina  - Progetto Mediterraneo  - Palermo capitale del Mediterraneo

CONVEGNO-MANIFESTAZIONE

PALERMO CAPITALE DEL MEDITERRANEO

Palermo 4 giugno 2016

 

 

LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DI NINNI CASAMENTO

Porgo a tutti gli intervenuti il saluto e il ringraziamento della Società Siciliana per l'Amicizia fra i Popoli che, dal 1998, ha fatto sua la bandiera dell'incontro e del confronto fra le culture  e ha posto la Sicilia al centro di un sistema di relazioni fra i popoli.

Ringrazio il Comune di Palermo che ci ha consentito, per questo evento, l'uso di una sede prestigiosa, il Palazzo delle Aquile e la Sala delle Lapidi da dove Sindaco, Giunta e Consiglio governano la Città di Palermo. Una sede sorta all'interno del contesto architettonico dell'itinerario Arabo-Normanno, testimonianza e simbolo della vocazione mediterranea della Città e della Sicilia. Ti affacci e vedi, di fronte, la Chiesa della Martorana con il mosaico dell'incoronazione di Ruggero, fondatore del Regno di Sicilia e le famose cupolette di San Cataldo.

Ringrazio la Consulta delle Culture, organismo rappresentativo delle Comunità di Popoli che vivono in Città e delle loro istanze e ringrazio gli enti e le associazioni che hanno concesso l'adesione o il patrocinio all'iniziativa: l'Associazione Altri-Les Autres, l'Associazione Aziz 831, il Circolo Istrice, la Fondazione Orestiadi e Museo delle Trame mediterranee, il Forum delle Associazioni, l'Inner Wheel Club Palermo, l'Istituto paritario Platone, il Lion's Club Libertà, ed ancora: l'Antica Forneria F.lli Bonanno e il Caseificio artigianale F.lli Biddeci che hanno offerto le degustazioni che apprezzeremo nell'intervallo dei lavori.

Un particolare e sentito ringraziamento va ai relatori che con i loro interventi consentiranno di porre in sistema studi, esperienze ed opinioni che diano corpo al tema del convegno, alla Città di Palermo, al suo ruolo storico di centralità mediterranea, alla sua vocazione di promotrice di un nuovo cammino per i popoli mediterranei di oggi. Li voglio citare e ringraziare personalmente uno per uno: Gonzalo Alvarez Garcia, Muhammad Al Daire,  Aurelio Angelini, Enzo Fiammetta, Vincenzo Guzzo, Pasquale Hamel, Vittorio Noto, Claudio Paterna, Raffaele Savarese, Massimo Scarafia ed ancora, il moderatore dei lavori Ferdinando Trapani.

Palermo capitale del Mediterraneo. Non certo nel senso di mettere a gara fra le tante città bagnate dal Mare Interno un ruolo che non esiste e che non è nemmeno necessario, ma quale riconoscimento e simbolo di un passato che può e deve ispirarci nelle scelte future. E' vero, Palermo ha da sempre una particolare vocazione mediterranea. Il Mediterraneo è nella sua storia, nell'emirato e nel regno di Sicilia, nell'impero di Federico, nella sua cultura cosmopolita. E Palermo sente che anche il suo futuro è nel Mediterraneo. 

E 7. Siamo ormai alla 7° edizione di questa importante manifestazione e stavolta non siamo soli. Abbiamo promosso e realizzato l’evento insieme all’Associazione Castello di Maredolce che persegue obiettivi di valorizzazione dell’omonimo monumento, vero simbolo dell’architettura arabo-normanna di Sicilia e della vocazione mediterranea dell’Isola.

Anche questa volta approfondiremo con i tanti relatori le radici culturali, storiche, artistiche, architettoniche che giustificano, supportano e danno un senso profondo al progetto di promuovere momenti unificanti delle società, delle culture e dei modelli di sviluppo dei tanti popoli che vivono nel mare interno.

Analizzeremo quel sistema di migrazioni, conflitti ed intrecci etnico-culturali che ha caratterizzato la storia del Mediterraneo di cui la Sicilia è sempre stata parte e centro e che ha prodotto, si può dire, una cultura unitaria. Una cultura con influssi reciproci inestricabili senza che mai, per questo, ciascun popolo rinunciasse alla propria identità e alla propria originalità.

Si tratta ora, in un contesto radicalmente trasformato, di tornare, per sopravvivere, a quel sistema unitario di rapporti e di culture. Non certo di tornare indietro ed annullare la storia e gli eventi ma di andare avanti con nuovi modelli di società, di cultura, di sviluppo caratterizzati comunque dalla coesistenza e dalla cooperazione fra popoli e culture diverse.

E’ possibile realizzare questo disegno?  Nella geopolitica di oggi non c’è il Mediterraneo e se c’è, almeno come entità geografica, è un soggetto passivo: dal ritardo e dall’emarginazione dei popoli che vivono nella riva Europea all’occupazione violenta, alla spoliazione, alla migrazione di massa di alcuni dei popoli dell’asse nord-africano e mediorientale. Un quadro disastroso, di morte e di abbandono, aggravato dai conflitti fra etnie e religioni e all’interno delle stesse etnie e religioni.

Ma noi vogliamo credere che tutto può cambiare. La scelta mediterranea è per noi una scelta strategica, di lungo periodo, non una scelta contingente e legata agli eventi tragici di oggi. Ed è una scelta senza alternative: Sicilia e Mediterraneo possono risorgere insieme o precipitare insieme. Occorre un processo di riscatto del Mediterraneo e proprio la Sicilia si può fare promotrice di questo progetto.