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● La notte palatina
Amicizia fra i Popoli ha partecipato, invitando i suoi amici e tutti gli appassionati, alla notte palatina del 22 luglio 2011, organizzata dall'ARS e dalla Fondazione Federico II. La visita guidata del Palazzo degli emiri e dei re di Sicilia "immersi nella suggestiva luce della luna e nel trascorrere del tempo". Il Palazzo di Ruggero e Federico al centro della "première ville d'Europe occidentale par sa population". Il rinfresco. Il concerto di Flora Faja e, al termine, per i più volenterosi, la passeggiata per il Cassaro. In questa pagina la ricostruzione dell'evento e il pregevole commento di Bella Parlapiano con l'auspicio finale che "la coesistenza di popoli diversi non sia eco solipsista di un passato lontano, ma piuttosto grido e celebrazione del presente". |
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di Bella Parlapiano Un nutrito ed eterogeneo gruppo della Società Siciliana per l'Amicizia fra i Popoli ha preso parte con entusiasmo alla Notte Palatina del 22 luglio 2011, una delle serate comprese nella quarta edizione della rassegna iniziata il 25 giugno che animerà fino al 4 settembre il Palazzo Reale di Palermo, costruito nel IX sec. dagli emiri musulmani, poi abitato e rimaneggiato nel corso del tempo da Normanni, Svevi, Spagnoli, Borbonici e Savoiardi. Il percorso, guidato dalle spiegazioni di uno storico della Fondazione Federico II promotrice insieme all'ARS (che ha sede nel palazzo dal 1947) dell'iniziativa, ha preso avvio dal Portone Vice Regio per poi proseguire nelle Segrete del Palazzo, oggi occupate dalla mostra di paramenti liturgici di preziosa seta decorata d'oro e d'argento. Si è poi giunti alla Chiesa Inferiore, detta anche Santa Maria delle Grazie, la cui visione col carattere semplice e sommesso dell'interno esalta ancora di più il nucleo centrale della visita. La Cappella Palatina, inaugurata nel 1143, abbaglia infatti per la lucentezza dei mosaici, ma ancora di più per l'elevato esempio di sincretismo artistico che essa rappresenta. Pareti e pavimenti sono ricoperti da mosaici bizantini raffiguranti labirintici motivi geometrici fatimiti e scene dell'Antico e del Nuovo Testamento culminanti nella figura del Cristo Pantocratore che con la sua aggraziata benedizione alla greca osserva e pacifica gli astanti. Pezzo forte è sicuramente il soffitto ligneo a muqarnas, nicchie alveolari a stalattite che animano la navata centrale proponendo la stella a otto punte, le decorazioni in caratteri cufici e, esempio rarissimo nell'arte islamica, figure di animali, piante e uomini in diverse scene simboliche. A richiamare la fusione di culture rappresentata dalla cappella è anche la marmorea iscrizione trilingue vicina che in latino, greco e arabo celebra l'orologio idraulico costruito da Ruggero II. Il viaggio a ritroso nella dimensione del tempo storico e umano del palazzo è proseguito con l'osservazione di parte delle mura antiche punico romane del V sec. a.C. visibili da una piccola sezione di scavi all'ingresso delle Sale affrescate del Duca di Montalto. Questo spazio espositivo è dedicato al momento e fino al 08.01.2012, all'interessante esposizione di parte delle opere e dei bozzetti dei progetti più titanici di Christo e Jeanne Claude, comprese nella collezione Würth. La mostra ha costituito un piacevole punto di rottura e distensione con la visita precedente, alleggerendo i nostri occhi con i teli soffici e fluttuanti della spettacolare land art dei due artisti. Purtroppo il percorso previsto nella visita non includeva le altre sale del palazzo, gli appartamenti reali e parte dei giardini sopra le mura che il curioso pubblico palermitano convenuto avrebbe sicuramente visitato volentieri. Il gruppo si è poi spostato, attraverso un corridoio sotterraneo ricoperto di muschio, alla Terrazza della Cavallerizza per la prima volta aperta al pubblico. Qui, sotto il portico ricoperto di vite, tra roseti e piante di papiro e alla luce notturna di Porta Nuova, l'associazione ha partecipato al rinfresco con specialità e vini siciliani, accompagnato dalle sonorità jazz del concerto di Flora Faja e gli allievi del Brass Group. La serata è stata un'occasione per condividere una gradevole varietà di testimonianze artistiche, dall'architettura alle arti decorative, pittoriche, floreali e musicali riflettendo sull'elevato valore, umano ed estetico, che la coesistenza multiculturale produce. Con la speranza che l'iniziativa possa ripetersi in questa nuova ottica, forse attraverso una quota di ingresso ridotta che faciliti la partecipazione di giovani, più ampie fasce di popolazione e soprattutto degli abitanti stranieri in città che può darsi non conoscano simili tesori. Perché la coesistenza di popoli diversi non sia eco solipsista di un passato lontano, ma piuttosto grido e celebrazione del presente, ed eventi come questo solo una tra le "mille e una notte" a testimonianza del messaggio di positività che l'incontro tra culture reca con sé.
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