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Recita lo statuto: «La Società siciliana per l´amicizia fra i popoli è un luogo di incontro e di promozione di attività per lo sviluppo della Sicilia e della sua cultura nel confronto con i popoli di altri Paesi e regioni». L´idea, come spiega Ninni Casamento, presidente della Società: «È coniugare l´attenzione al patrimonio letterario e culturale isolano con l´apertura verso etnie e popoli lontani». Così da martedì inizieranno (nella nuova presso l´Istituto Platone, in via Bono 31) i corsi trimestrali di ben 31 lingue - come arabo, cinese, russo e giapponese, persiano, lituano e lettone - organizzati dalla società, che fino al mese di giugno si terranno tutte le settimane dal lunedì al giovedì fra le 18 e le 19,30. I venerdì di novembre e dicembre ospiteranno, invece, sempre dalle 18 alle 19,30 seminari tematici dedicati alla storia della Sicilia. La prima parte del corso riguarderà l´annessione dell´isola al regno d´Italia e i periodi successivi, la seconda parte è prevista da marzo ad aprile e prenderà in esame il secondo dopoguerra e fenomeni come il banditismo, il separatismo e l´autonomia. Ma è il corso di Lingua e letteratura siciliana, a gennaio e febbraio, che svelerà la struttura linguistica del dialetto siciliano. «Siamo per la tutela delle minoranze linguistiche - spiega Casamento - il siciliano non lo parla più nessuno, ormai l´inglese tende a sostituire tutte le lingue». Sono anche previsti seminari sulle culture e le civiltà del Mediterraneo. La Società ha anche varato la testata on line "Il Dialogo del Mediterraneo". Le lingue dei popoli in Sicilia e nei paesi Corsi di lingua e letteratura siciliana in conferenze tematiche settimanali
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