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Il ritorno di Federico nella sua Germania

di Silvana La Spina, 14 ottobre 2003

 

Lettera al direttore di Kurt Mitner, turista per caso a Sant’Angelo di Camarra.

 

Direttore mio, tedesco sono di padre, ma di madre sono parente di donna Mariannina Scuffaro, signora molto simpatica e intraprendente –in pratica mia zia. Alla quale posi il busillis e quella subito mi disse: scrivi al direttore mio, chè quello vedrai ti ascolta. Il mio problema non è personale ma diciamo storico. Federico II, direttore mio, che da noi in Germania è molto gettonato, tanto che persino la compagnia di volo Lufthansa si chiama Federico II. Il fatto è che ne ho tanto sentito parlare a scuola, all’università e dai professori che alla fine ho fatto anche la tesi su Federico II.

Mi aspettavo che tutta la Sicilia o almeno Palermo fosse piena della sua faccia o del suo nome. Vado in cattedrale e che vedo? Una tomba, sì di porfido sontuosa per i tempi ma ora abbastanza semplice e disadorna, e accanto niente, manco un fiore, un mazzetto di violette come ha invece la Sissi austriaca, manco una lampada, insomma.

Certo è vero che ancora dopo tanti secoli la Chiesa ce l’ha con lui, ma Palermo non è la Chiesa, è una città, la capitale, con una Assemblea regionale e addirittura un assessore alla cultura. Ma allora perché in questi giorni si va a parlare di Federico e medioevo a Trento invece che a Palermo? Possibile che Eco, Le Goff e gli altri storici di grido vadano in convegno in quel freddo posto così tedesco invece che quaggiù in Sicilia, dove alla fin fine Federico volle essere seppellito?

Non saprei cosa dire. So solo che al mio ritorno in Germania manderò una lettera a tutti i giornali nostri tedeschi affinchè i sudditi di Federico sappiano come viene tenuto nel suo regno siciliano: in disparte e senza manco un lume o una candela a ricordarlo – quando invece dovrebbero fare di tutto, settimane federiciane e balli e danze e feste, che magari richiamerebbero in Sicilia turisti più della mafia e del Padrino – o del bandito Giuliano.

Sissignore, chiederò ai tedeschi che si vengano a riprendere la salma del nostro imperatore, visto che voi scusatemi non ve lo meritate – le perle come si sa bisogna darle a chi le capisce e non a certe bestie irriconoscenti. Dopo di che i siciliani se vogliono andranno in Germania a riverirlo, magari sotto un grande simulacro trionfale come si merita – noi di Germania le cose sappiamo farle, tutto in grande si sa, viva il Reich.

Un fiore sulla tomba dell'imperatore

 

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