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Prima pagina - Informazione - Pagine di Repubblica Minnella antropologo per immagini di Paola Nicita, 15 ottobre 2006
Immagini come puro
archivio visivo, per raccontare volti e mestieri e tramandare gesti e
atmosfere. Al centro della narrazione ancora una volta è la Sicilia,
attraverso sessanta fotografie realizzate da Melo Minnella e donate alla
Fondazione Ignazio Buttitta, in mostra fino al 5 novembre al Museo delle
marionette.
«Per le mani
qualche giorno fa ho avuto le immagini realizzate in un frantoio, con
contadini e tanta gente che lavorava. Tra questi ci sono degli uomini
intenti alla realizzazione dei feltri per l´olio, che prima erano
oggetti di uso assolutamente comune. Oggi credo che molte persone
nemmeno saprebbero dire di cosa si tratta, che cosa sono: ecco, questa
memoria per me è fermata in due foto che sono in mostra».
Parliamo invece del
presente: dopo cinquanta anni di immagini, cosa va a fotografare adesso?
Sì, ma cosa cerca adesso? «Una volta un fotografo giovane mi ha detto che ero stato fortunato, perché alcuni anni fa era più facile trovare certa gente, certi volti. Credo che in realtà gli spunti per andare in cerca di immagini ci siano sempre, magari da ricercare diversamente. Però per me che ho fotografato tantissime processioni siciliane per così tanti anni, il tema delle festa rimane ancora un "luogo" molto interessante. Perché durante le feste gli uomini perdono comunque molte delle loro inibizioni, riescono sempre a rivelare degli aspetti di spontaneità che in altri momenti non è possibile vedere. Anche se forse oggi c´è una certa omologazione e ci vuole un po´ di pazienza in più per trovare quello che si cerca». E la scelta del bianco e nero?
«"Foto
rigorosamente in bianco e nero" non è una frase che mi piace molto, ma
sono i colori che per me rendono meglio queste situazioni». «Penso molte cose mentre le ricerco. Ultimamente ho letto che ci sono giovani fotografi con la Leica che sono dei maestri, e questo credo mi abbia fatto riflettere di quanta leggerezza c´è quando si parla di immagini. Anche quando richiedono i servizi di reportage le riviste mi sembrano superficiali, magari chiedono una foto a ciascun fotografo per comporre il servizio. Oggi si è persa molta qualità nel lavoro, anche per questo preferisco dedicarmi ai libri». Quali sono quelli in cantiere? «Tre, e tutti sulla Sicilia: uno sarà sul barocco, un altro sulla famiglia dei Serpotta e l´ultimo "Palermo la splendente", tutto dedicato alla città. E nel frattempo sono molto felice della mostra che in questo momento è allestita nel castello di Caen, in Normandia, dedicata alla Sicilia. E´ curioso: è da questa zona che sono partiti i Normanni che arrivarono nell´Isola».
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