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Kritik

Newsletter indipendente di Ninni Radicini. 5 giugno 2008

 

Sommario

Mostre di Fotografia, Cinema, Video arte

- Sandro Luporini: ...in ricordo di Giorgio Gaber (Milano) - Federico Patellani: 1956, America pagana (Milano) - Lia Pasqualino: Ritratti (Milano) - L'Istituto Marchiondi Spagliardi (Mendrisio) - Hamak, Boggeri e Kotatkova, Biscotti & van Braak (Verona) - Mnemosyne: omaggio a Aby Warburg (Torino) - Image as Language: Opere importanti degli anni '70 (Milano)

Mostre di Pittura, Scultura, Disegno

- Enigma Helvetia: Arti, riti e miti della Svizzera moderna (Lugano) - Benito Scarnato (Siracusa) - Baldessari e Depero. Futurismi a confronto (Forlì) - Antonio Pizzolante: stanzesenzatempo (Mendrisio) - Francesco De Grandi: Paesaggi (Palermo) - The Partisans in print - La stampa partigiana (Venezia) - Giorgio de Chirico: L'enigma nella pittura (Pontedera) - Ulrich Rückriem (Milano) - Il sorriso graffiato (Aosta) - Aleksandar Zograf: Lo psiconauta visivo (Ravenna) - Sergio Floriani (Milano) - Massimiliano Alioto: Naturale Marea (Milano) - Sculture in Grecia dedicate a Konstantinos Karamanlis e Georgios Rallis

Iniziative culturali

- "In marcia per il clima" - Eurofestival 2008 e la musica nella Ue - Clemente XIII: 1758-1769 - Masterclass di canto lirico

Libri

- Filmistan: Effetto Tibet - L'Europa nel pallone

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Mostre di Fotografia, Cinema, Video arte

SANDRO LUPORINI
...in ricordo di Giorgio Gaber
termina il 26 giugno 2008. Santa Tecla Cafe' - Milano. www.santateclacafe.it 

Mostra dedicata a Giorgio Gaber con opere di Sandro Luporini, suo storico coautore. Per un mese saranno esposte opere grafiche, fotografie, testi teatrali e di canzoni di Gaber-Luporini inseriti nell'opera figurativa proposta dal Luporini, nella cornice dello storico
locale dove il giovanissimo Gaber faceva le serate negli anni Sessanta, suonando il rock e il jazz. Il Santa Tecla, nato nel cuore di Milano nel 1951, è legato a nomi come Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Adriano Celentano, Enzo Jannacci che hanno esordito proprio su questo palco durante agli anni '60, segnando la storia della musica italiana.

FEDERICO PATELLANI
1956, America pagana

termina il 26 giugno 2007
Fondazione Corrente - Milano
www.fondazionecorrente.it

Cinquantacinque fotografie di Federico Patellani relative al reportage e alle riprese di America pagana durante un viaggio di sei mesi in America Centrale. Il materiale in mostra - a cura di Toni Nicolini, con Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi, con il contributo della Fondazione Cariplo - proviene dall'archivio personale di Bianca Lattuada. L'intero nucleo di 460 fotografie di Federico Patellani viene donato in questa occasione dalla figlia Marina al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, dove è già conservato il Fondo Federico Patellani.
Un viaggio di diecimila chilometri realizzato anche con l'aiuto generoso di Vittorio Polli, industriale e scrittore bergamasco: Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Ecuador, paesi tutti di lingua spagnola ma inaspettatamente diversissimi fra loro e anche per questo interessanti da percorrere uno dopo l'altro, passando da una democrazia a una dittatura, a un paese che abolisce l'esercito, ai loro abitanti indios, bianchi e neri, discendenti dei lavoratori del canale di Panama. Il documentario, interrotto da quattro brevi racconti di scrittori del posto, letti, sceneggiati e realizzati al momento, termina con l'inizio della stagione
delle piogge che battono con grande fracasso sui tetti di lamiera ondulata. (Aldo Buzzi).

LIA PASQUALINO
termina il 15 giugno 2008
CorsoMagenta10 per l'Arte Contemporanea - Milano
press@adicorbetta.org

Trenta ritratti inediti sono i protagonisti dell'esposizione dedicata a Lia Pasqualino, fotografa palermitana da molti anni residente a Roma, da anni impegnata nel campo della fotografia, soprattutto di scena, spaziando dal cinema al teatro in un felice sodalizio artistico con il regista Roberto Andò. Le sue foto sul set de "Il manoscritto del Principe" e di "Viaggio segreto" sono state pubblicate da Federico Motta e da Contrasto.
Lia Pasqualino ha silenziosamente fotografato attori, registi, musicisti, scrittori, artisti e persone comuni. E' così che nascono i suoi ritratti, una selezione dei quali sarà presentata in mostra insieme ad alcune fotografie di scena di "La macchina dell'amore e della morte" di Tadeusz Kantor e "Viaggio segreto" di Roberto Andò. In mostra: Francis Ford Coppola suona la tuba durante le riprese de "Il Padrino" a Forza d'Agrò; Jeanne Moreau assorta durante la lavorazione de "Il manoscritto del Principe"; Emir Kusturica
ritratto sul set di "Viaggio segreto"; Bob Wilson a New York e Philipp Glass a Gibellina; e ancora: Greta Scacchi, Roberto Andò, Josephine Hurt, Paolo Sorrentino.
Lia Pasqualino è nata a Palermo, in una nota famiglia di artisti e intellettuali. La nonna è la pittrice Lia Pasqualino Noto, sodale di Guttuso e del gruppo dei Quattro. Il padre Antonio, medico e antropologo, ha fondato a Palermo il Museo Internazionale delle
marionette, oggi diretto dalla madre danese, Janne Vibaek, anche lei antropologa. Dopo essersi diplomata all'Istituto di Patologia di Roma e avere per qualche tempo esercitato la professione di restauratrice della carta ha incontrato Letizia Battaglia e Franco Zecchin.
Dal 1983, anno in cui ha seguito un corso di fotografia da loro guidato, si e' dedicata esclusivamente alla fotografia, alternando il
reportage alla fotografia di scena.

ISTITUTO MARCHIONDI SPAGLIARDI DI VITTORIANO VIGANO'
Una lettura critica attraverso gli archivi e la documentazione recente.
termina il 29 giugno 2008
Galleria dell'Accademia di di Architettura (Università della Svizzera Italiana) - Mendrisio
www.unisi.ch

Costruito tra il 1954 ed il 1958 per ospitare ragazzi in difficoltà, l'Istituto Marchiondi rappresenta, grazie al suo programma pedagogico innovativo, al linguaggio "neobrutalista" ed alla sua materialità, un momento di particolare interesse per la ricerca architettonica europea. Attraverso i materiali inediti provenienti dalla famiglia e dall'archivio professionale dell'architetto, conservato presso l'Archivio del Moderno di Mendrisio, così come da altre fonti, quali gli archivi della committenza, dell'impresa e di altri professionisti, si propone una lettura critica del complesso, in relazione alle dibattute e specifiche problematiche della conservazione e del riuso.
La mostra a cura di Franz Graf e Bruno Reichlin, professori dell'Accademia di architettura, è promossa dalla stessa Accademia di architettura e dall'Archivio del Moderno di Mendrisio, in collaborazione con il Do.co.mo.mo Svizzera. Ripercorre l'intero processo di costruzione, illustrando le varie fasi del concorso, del progetto e della realizzazione dei vari edifici. I modelli, i piani, i disegni ed i documenti presentati sono documenti originali. Anche la rassegna fotografica d'epoca, in bianco e nero, concorre ad implementare la documentazione relativa e ad accrescere la conoscenza critica attorno all'operato del "suo" architetto.
Come di consueto, nell'atrio antistante la Galleria dell'Accademia, saranno proposte alcune esperienze che accompagnano la mostra.
Si potrà quindi ascoltare una registrazione sonora tratta dalla conferenza tenuta da Vittoriano Viganò presso il Centro universitario culturale di Milano, il 19 maggio 1965. Nell'atrio, inoltre, sono state allestite due postazioni di computer per consultare ed esplorare la Web Gallery, o Galleria virtuale, a cura di Valeria Farinati; preparata dall'Archivio del Moderno, questa iniziativa consente di consultare 400 documenti. Nel giorno dell'inaugurazione si svolgerà presso l'Accademia la giornata di studi L'Istituto Marchiondi Spagliardi di Milano: progetto, realizzazione, conservazione, a cura di Franz Graf e Letizia Tedeschi.
Si parlerà altresì del rapporto tra l'architetto e la cultura milanese e si affronteranno anche i problemi della salvaguardia e della tutela degli edifici contemporanei italiani rapportati alla trasmissione di questa cultura di cui il Marchiondi si fa portavoce. La giornata di studio si concluderà con una tavola rotonda in cui si presenteranno alcuni progetti di conservazione per l'edificio, abbandonato ormai da 23 anni.
Per l'occasione saranno presenti Viviana e Vanessa Viganò, figlie di Vittoriano, entrambe architetti, che con il padre, prima della sua improvvisa scomparsa, avevano ricevuto l'incarico dal Comune di Milano di fare una proposta per il riuso del Marchiondi. In occasione della mostra, nel mese di giugno 2008 è prevista la pubblicazione del volume L'Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano Viganò. Il volume inaugura la collana "Album progetti" diretta da Bruno Reichlin per Mendrisio Academy Press, la casa editrice dell'Accademia.

Herbert Hamak
Dafne Boggeri e Eva Kotatkova
Rossella Biscotti & Kevin van Braak

termina il 28 giugno 2008
Galleria Studio la Città - Verona
www.studiolacitta.it

Nel suo recente lavoro Herbert Hamak immerge le sue vaghe ma ancora riconoscibili immagini all'interno dei suoi "quadri" traslucidi.
In breve tempo, le sue opere si sono semplificate in strati di colore, in ombreggiature ai margini o in brillanti di impurità dentro la materia. Tutta questa stabilità è stata sviluppata dall'artista attraverso la metà degli anni Novanta mentre, nello stesso tempo, i suoi "quadri" diventavano rapidamente maestose e più semplici "sculture".
Poi, col passare del tempo, sono state esibite assieme come fossero un'installazione totale, lavori individuali che agiscono e si relazionano l'uno con l'altro, esplodono gradatamente nello spazio visivo dello spettatore come accadde in occasione di Atri o a
Castelvecchio a Verona, dove le opere supportarono e vennero supportate dalle costruzioni storiche. Ora tutto questo è giunto ad una maggiore semplicità: dove un tempo c'era un'immagine o un pezzo di differenti colori, ora c'è un buco; dove strati di colore sembravano sporgere dal muro, ora non lasciano altro che uno spazio vuoto, creando una forma che rappresenta una sorta di porta.
Alcune di queste opere messe assieme, generano relazioni complesse ed inaspettate tra esse ed i singoli pezzi; ma ora più che mai un singolo lavoro riesce a creare il suo gioco di trasparenze interne e di riflessi. Sabato nella Project Room della Galleria verrà
presentato il video Newcrossroads (2006) di Rossella Biscotti, realizzato insieme a Kevin van Braak. I video e i film dell'artista, dal taglio documentaristico, indagano la relazione esistente tra la comunità e i singoli individui che la costituiscono.
Newcrossroads documenta un esperimento sociale, la costruzione nella township Newcrossroad di Città del Capo, di una torre alta cinque metri, da parte di alcuni dei suoi abitanti, con travi dipinte di un verde brillante. L'invito successivo, rivolto ad altre persone, a smontarla e a utilizzarne i pezzi per scopi personali, proprio nel momento in cui essa è giunta al suo completamento, trasforma la struttura in una risorsa e in un temporaneo punto di aggregazione per tutto il quartiere.
Dafne Boggeri ed Eva Kotátková, figure emergenti della scena artistica europea, pur provenendo da ambiti geografici diversi - la prima dall'Italia e la seconda dalla Repubblica Ceca - partono da un'analisi di se stesse, del proprio corpo, come mezzo per entrare in contatto con il contesto e si avvale spesso di tecniche e media diversi come la performance, la fotografia e l'installazione.
Il lavoro di Dafne Boggeri inizia sempre da un'indagine approfondita della propria identità in relazione a quella che ci viene attribuita da una società abituata a categorizzare e a ragionare su un processo di inclusione-esclusione. Se analoghe sono le premesse, il lavoro di Eva Kotátková assume spesso, però, una dimensione più intima - non è un caso che il disegno sia una delle sue tecniche preferite - grazie alla quale l'artista costruisce sistemi in cui cerca sottilmente di mettersi alla prova sia in senso fisico che, più spesso, psicologico.

MNEMOSYNE
Omaggio a Aby Warburg

termina il 19 giugno 2008
Banca Intesa-San Paolo Filiale 8 - Torino
rosannascaravaglio@intesasanpaolo.com

Due menti inquiete quelle di Waburg e di Om Bosser, entrambi "toccati dal fuoco" ed esploratori dell'animo umano. Warburg con "Mnemosyne" e Bosser con il suo "Dilemma del Porcospino" (1986) oltre 250 fogli (due litografie su pietra a 8 e 10 colori) sui quali
l'artista è intervenuto elaborando i due soggetti litografici con disegni, collages, criptogrammi, dipinti e altro; tutte diverse l'una dall'altra a rappresentare i fatti salienti dell'umanità, una sorta di atlante della memoria.
In questi nuovi otto lavori esposti in questa personale, riprodotti su PMX727 (una pellicola di poliestere), printed by Wutek UV 320/600 Ink.UV, tirati per ogni esemplare a tre copie, Bosser omaggia il certosino lavoro di Warburg. Il lavoro più importante di
Warburg (1866-1929): una sorta di atlante, con mille e cento foto in bianco e nero, raggruppate in 64 pannelli, che riguardano tutti i simboli dell'arte e del sapere del mondo occidentale.
Una enciclopedia dei conflitti e della ricerca della ragione e dell'equilibrio nascosti nell'archeologia, nell'astronomia nella pittura e nella scultura, dall'antichità all'età moderna. La sua insaziabile curiosità lo portò fino al New Mexico, nel 1895, dove si incontrò con le tribù dei nativi americani "indiani" Hopi e Pueblos per studiare le danze del serpente. E paragonò il grado di civilizzazione di quelle popolazioni al paganesimo della Magna Grecia. Ma fu l'Italia il paese dei grandi approfondimenti e delle grandi scelte.
Arrivato nel 1888 per un periodo di studi a Firenze, vi si stabilì successivamente dal 1889 al 1902, e studiò Leonardo, Botticelli, Masaccio, Piero della Francesca e tutto il Rinascimento. Quando la Germania perse la guerra nel 1918, Warburg, che si considerò
sempre patriottico, ne risentì tanto da perdere l'equilibrio ed essere ricoverato in sanatorio. Fobie e depressione lo accompagnarono fino al 1923 quando finalmente, uscì per sempre dal tunnel del disagio psichiatrico e si dedicò con rinnovato fervore alla sua
immensa biblioteca e alla sua grande opera: l'Atlante Mnemosyne.
La sua attenzione per documenti e materiali che normalmente non rientrano nello studio della storia dell'arte, e un metodo che supera i tradizionali confini fra discipline, contro una lettura puramente estetizzante dell'opera artistica, inaugurano il filone di studi
dell'iconologia. L'ampiezza dello spettro degli interessi di Warburg è riscontrabile nei suoi studi, come anche nella struttura della Biblioteca da lui creata (oggi a Londra, presso il Warburg Institute), basata sulla "regola del buon vicinato" - l'affinità tematica e
concettuale - fra i testi.

IMAGE AS LANGUAGE
Opere importanti degli anni '70

termina il 16 giugno 2008
Osart Gallery - Milano
www.osartgallery.com

L'antologia di opere di questa mostra parte dagli anni Settanta quando nasce l'esigenza di un approccio concettuale al fare arte e si comincia a sentire il bisogno di inventare, non più solo combinazioni di colori e di forme, ma veri e propri linguaggi per mettere in
scena e condividere con gli altri idee ed emozioni. Le opere di in mostra non si accontentano di segni e parole, ma fanno ricorso al potere delle immagini per coinvolgere l'osservatore, che è il logico destinatario e l'interlocutore di ogni linguaggio.
Claudio Parmiggiani inventa un affascinante "Alfabeto" (1973), utilizzando un incredibile collezione di reperti naturali anomali e mostruosi.Con "Le Tavole di Dario tradotte in tutte le lingue del mondo" (1973), Vincenzo Agnetti inventa un modo geniale di creare
una traduzione universale di questo famoso testo, grazie ai numeri e all'uso dell'intonazione vocale. Con "Sappiamo che sei lì numero 5" (1971), Gianfranco Baruchello crea un suo peculiare linguaggio miniaturizzato, in antitesi allo sgargiante esibizionismo del Pop, e affine alla mobilità sequenziale del film e del video.
Franco Vaccari con "Il cieco torna subito" (1973), ci fa riflettere con divertita ironia sulla facilità con cui l'abitudine ci porta a scambiare visione reale e televisiva. Performance, installazione, audio, video, disegno e fotografia convergono nell'opera "Air Time"
(1973), di Vito Acconci, per permettergli di trasformare in fatto pubblico un evento privato come la fine di un amore. Nel video "Appendice per una supplica" (1972), Ketty La Rocca adotta il linguaggio emozionale ed affettivo delle mani per testimoniare la sua
paura, il dolore, e il desiderio di essere compresa di fronte alla morte.
Con le opere "Lingua" e "Piano" di Angelo Bucarelli impariamo letteralmente a pesare le parole: i segni astratti del linguaggio divengono sculture che ci ricordano che i nomi non sono solo fiato di voce, ma cose che esistono. Per chiudere troviamo l'opera di
Steve (Stefano Mezzaroma). Attraverso i linguaggi che conosce, e cioè accostando pubblicità e personaggi famosi del presente e del passato, racconta le sue esperienze personali e la vita quotidiana che ci circonda.


Mostre di Pittura, Scultura, Disegno

ENIGMA HELVETIA
Arti, riti e miti della Svizzera moderna
termina il 17 agosto 2008
Museo Cantonale d'Arte / Museo d'Arte - Lugano
www.museo-cantonale-arte.ch - www.mda.lugano.ch

Nel secolo appena trascorso, sullo sfondo del susseguirsi di tragedie, chiusure, aperture, conflitti e profondi cambiamenti socio-politici, la Svizzera ha profilato la propria identità e la propria posizione internazionale, condizionando inevitabilmente, per reazione o identificazione, rottura o assimilazione, anche le espressioni di creatività. L'arte, o meglio, le arti e gli artisti che per nascita, origine, elezione, eventi della grande storia e vicende personali si sono trovati a confronto con la Svizzera e con la Swiss way of life, sono stati protagonisti nel mondo lungo tutto il XX secolo.
La mostra dedicata al complesso rapporto che, dalla fine dell'Ottocento a oggi, ha caratterizzato la produzione artistica, la storia, la cultura e l'immaginario di questo laboratorio unico e singolare. A cura di Pietro Bellasi, Marco Franciolli, Carlo Piccardi e Cristina Sonderegger, intende indagarne le particolarità, offrendo una lettura interdisciplinare attraverso opere e testimonianze di arte, architettura, design, fotografia, video e installazioni, realizzate da artisti fra i quali Cuno Amiet, Albert Anker, Jean Arp, Max Bill, Fischli&Weiss, Franz Gertsch, Alberto, Augusto e Giovanni Giacometti, Ferdinand Hodler, Paul Klee, Markus Raetz, Hermann Scherer, Roman Signer, Daniel Spoerri, Sophie Taeuber-Arp, Jean Tinguely, Ben Vautier, Not Vital e numerosi altri.
Alle straordinarie opere d'arte provenienti dai più importanti musei svizzeri e non solo, il percorso espositivo affianca immagini e oggetti del quotidiano, delle tradizioni e della produzione industriale svizzera. Non potevano mancare le presenze di alcune società
dello Swatch Group come la mitica Swatch, oppure Omega con il primo orologio che è andato sulla luna, o ancora Nivarox specializzata - a testimonianza dell'eccellenza dell'industria orologiera svizzera - in componenti e nella micromeccanica orologiera per
le marche di prestigio nonché oggetti di uso quotidiano come il coltellino svizzero, la cerniera Riri e il pelapatate Rex.
Tra gli elementi fondanti dell'immaginario elvetico e dell'identità nazionale vi è evidentemente la montagna raffigurata nelle sue diverse declinazioni, ora romantiche, ora mistiche, oppure ancora nelle conquiste "ascensionali" tipiche del turismo che si sviluppa nel periodo della Belle Epoque.
Emerge, sino ai giorni nostri, la tensione fra tradizione e modernità, tra localismo e cosmopolitismo, tra realtà urbane e realtà rurali custodi di importanti e autentiche tradizioni spesso in contrasto con le ambizioni internazionali dei centri cittadini. Questi contrasti si riflettono anche in ambito artistico e culturale dove, sino alla metà del Novecento, all'arte "ufficiale", caratterizzata da una figurazione di impostazione tradizionale, sostenuta dalle istituzioni e dalla maggioranza della critica e del pubblico, si contrappone un'arte nata dal confronto con le esperienze delle avanguardie.

Emblematica in tal senso è l'esperienza del Dadaismo: nato a Zurigo dalla creatività di artisti principalmente stranieri rifugiatisi in Svizzera durante la prima guerra mondiale, il movimento si propagherà in tutta Europa ma per la realtà artistica e culturale svizzera si rivelerà come un'esperienza estemporanea, la cui eredità e in particolar modo l'approccio ironico alla realtà, si ritrovano nella produzione artistica contemporanea. La mostra è accompagnata da un catalogo riccamente illustrato edito da Silvana Editoriale con numerosi contributi di storici, studiosi e critici d'arte.

BENITO SCARNATO
Omaggio a Siracusa
termina il 14 giugno 2008
Palazzo Impellizzeri - Siracusa
www.galleriaroma.it

"I paesaggi di luce di un Sud mai dimenticato e la forza dei colori che scolpiscono le forme, precise e nitide della sua terra. Benito
Scarnato, a sorpresa, dopo decenni di vita vissuta altrove, si rivela alla sua città di origine conducendo tutti noi, attraverso i suoi
quadri, nella sua fantastica realtà ideale." (Salvatore Zito per Galleria Roma) Pittore per sentimento ed anche per vocazione. Benito Scarnato giunge qui a Siracusa, tra la sua gente, da artista maturo, insieme ai suoi quadri ancora imballati, ben protetti tra il polistirolo e le morbide carte da imballaggio. Curiosando tra i cartoni quasi aperti a
tratti affiorano piccole porzioni dei suoi lavori che mano mano vanno liberandosi dalle protezioni. Non c'è grafica, non c'è disegno, i tasselli visibili da comporre nel disordine degli imballi sono solo colori, segni di pennello tirato a forza, con energia, sulla tela che
appare a tratti, ora ricca della luce del mondo, ora piena di confortanti ombre per un buon riparo dalla forza del cosmo.
Luci vive, luci intense, ombre aperte e cariche di ultravioletti in libertà sono l'universo del pittore Benito Scarnato, un universo dove le ombre sono trattate con diffidenza ed il nero escluso, per esaltare la vita ed esorcizzare, forse, il male che non trova posto
nell'onirica realtà del pittore.
Le tele, legate al tema del paesaggio, ma non per regola, affrontano soggetti simili o complementari recando ciascuna lo stile personale dell'autore, sono le immagini residenti nella memoria dell'artista, in quel suo immaginario genuino le cui radici ne
costituiscono una parte importante a cui, forse, egli deve il dinamismo impresso per le tinte calde, accostate in contrasti vigorosi ma non per questo poco armoniosi. A suo modo egli è un poeta, dell'atmosfera, delle piante, delle acque, del silenzio, egli coglie e
trasferisce sulla tela tutte le vibrazioni cromatiche del mare e delle fronde, che emergono prepotenti e delicate insieme, governate da un tocco sicuro. Per questo dobbiamo rendere caloroso il nostro benvenuto a Benito Scarnato che a dispetto dei luoghi comuni è oggi con questa sua mostra propheta in patria a Siracusa, la sua città, tra la sua gente.
 

BALDESSARI E DEPERO
Futurismi a confronto
termina il 13 luglio 2008
Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanea - Forlì
www.fondazionedinozoli.com - Uff.stampa: press@paolamanfredi.com

Una selezione di circa ottanta opere di grande qualità ed impatto visivo, provenienti da varie istituzioni pubbliche, fra cui il Mart e i Musei Civici di Rovereto, il Magi di Cento, dalla Regione Autonoma Trentino Alto-Adige e da gallerie e collezioni private italiane ed
europee, per un inedito confronto e una riflessione sull'opera di due artisti che hanno diversamente interpretato l'idea del Futurismo.
Le opere in mostra coprono un arco temporale che si estende dalla metà degli anni Dieci del XX secolo, per entrambi i pittori, fino agli anni Trenta per quanto riguarda Baldessari, prolungandosi fino a metà del secolo per quanto concerne l'attività di Depero. Fortunato Depero (Fondo, 1892 - Rovereto, 1960) fu seguace di Balla e quindi del Futurismo analogico romano, della ricostruzione futurista dell'universo e dell'apertura alle arti applicate.
Depero sperimenta l'astrazione analogica e poi, mutuandola, fa sua la pratica delle tinte piatte, che abbandona solo nei primi anni Venti quando confluisce nell'area dell'arte meccanica, che necessita appunto di una pittura plastico-dinamica. Roberto Marcello (Iras) Baldessari (Innsbruck, 1894 - Roma, 1965) fu invece attento studioso del Futurismo analitico di Boccioni e poi frequentatore, a Firenze, degli ambienti post-Lacerbiani dove, compagno d'avventura di Primo Conti ed Emilio Notte, assunse nel suo Futurismo le tematiche vernacolari di Rosai.
A Boccioni si riferisce dunque Baldessari, che proprio dal lavoro analitico sul volume, dalle linee forza e dal fraseggio cromatico post-divisionista costruisce poi la sua cifra stilistica, sempre caratterizzata da un notevole geometrismo anche allorquando, nella sua fase più matura, rientra in un figurativismo cubo-futurista. La mostra è corredata da catalogo, pubblicato da Carlo Cambi Editore, a cura di Maurizio Scudiero, curatore dell'esposizione, e di Maurizio Vanni, direttore della Fondazione Zoli che per la mostra ha curato il progetto museologico.

ANTONIO PIZZOLANTE
stanzesenzatempo
08 giugno (inaugurazione ore 11) - 27 luglio 2008
Spazio d'Arte Stellanove - Mendrisio (Svizzera)
www.antoniopizzolante.it

In contemporanea al Museo Internazionale Design Ceramico Civica Raccolta di Terraglia a Cerro di Laveno (Varese) e negli spazi di Villa Frua a Laveno, le opere recenti di Antonio Pizzolante. Lo spazio della galleria ticinese (www.stellanove.ch) accoglie opere prevalentemente bidimensionali ma che conservano una struttura scultorea ben definita e radicata ormai da anni nella poetica dell'artista.
La plasticità delle forme, la costruzione delle superfici, attraverso l'integrazione dei diversi materiali (terracotta, carta, pietra, ferro, legno) evidenziano l'atemporalità della manifestazione creativa, concedendo il titolo alla mostra. Intime stanze che hanno la forza di contenere ed esprimere la capacità dell'uomo di oggi di specchiarsi nella storia ma al tempo stesso con schiettezza e semplicità arcaica ri-flettersi negli avvenimenti che verranno.
"L'arte di Antonio Pizzolante non è contemporanea, ma atemporanea. (...) Nell'era dell'isteria da progresso, è bene che qualcuno affermi con poetica forza che si procede comunque e sempre verso l'origine. Pizzolante è in tal senso un'artista radicale, sia nel senso che procede sempre diretto al suo scopo espressivo, sia nel senso che lo fa attingendo alle radici. Le radici sono qui, non sono lontane, sono al centro della nostra psiche, il centro inconscio, archivio sterminato di emblemi ed essenze. Essere connessi con questa sfera dell'esistere è l'arte più segreta dell'artista Pizzolante, il farne riaggallare sensi e silenzi è il suo rito di sacerdote di se
stesso." (Guglielmo Gigliotti, storico dell'arte)

FRANCESCO DE GRANDI
Paesaggi
10 giugno (inaugurazione ore 18.30) - 14 settembre 2008
Palazzo Sant'Elia - Palermo
www.colomboarte.com

L'esposizione presenta un ciclo di quattro nuovi dipinti di grande formato, appositamente realizzati. Il soggetto è il paesaggio, un paesaggio disumanizzato, come scrive in catalogo la curatrice Ida Parlavecchio "Progressivamente sulle tele di De Grandi l'umanità è scomparsa, l'atmosfera si è fatta satura, la vegetazione un groviglio millenario", si legge nello scritto introduttivo.
"Non si comprende se ci si trovi dinanzi allo scenario di un passato arcaico o di un futuro prossimo, tutto rimanda a un tempo fuori dal tempo, non databile. L'impronta realista e la profusione di dettagli potrebbero far pensare che questi dipinti siano vedute dal vero, tuttavia la luce, la 'temperatura' del colore, la morfologia degli elementi che compongono il contesto, non ultima la gestualità corrosiva della pennellata di De Grandi descrive una deriva sempre più intimista.
Ed è proprio sul terreno che separa e connette la soggettività dalla descrizione oggettiva, che l'artista gioca la sua partita. Egli ci costringe non tanto a riconsiderare i confini tra figurazione e astrazione, quanto a rimettere in discussione le categorie che
distinguono ciò che è vero da ciò che non lo è."
De Grandi (Palermo, 1968) stesso definisce le sue tele psicotrope, cioè volte a mettere in moto meccanismi della mente che si spingono, rimanendovi in bilico, fin sulla soglia della realtà, oltre la quale comincia la sua distorsione. Il catalogo, con testi di Ida
Parlavecchio e Andrea Bruciati, è edito da Skira. La mostra, promossa dalla Provincia Regionale di Palermo, è realizzata in collaborazione con la galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea di Milano.

THE PARTISANS IN PRINT
La stampa partigiana

termina il 21 giugno 2008
Centro Espositivo Sloveno A+A - Venezia
www.aplusa.it

Mostra di stampe partigiane slovene dal 1941, incisioni, xilografie, banconote e cambiali del periodo bellico con le riproduzioni degli attivisti del movimento patriottico disegnate da artisti e architetti sloveni. Un occasione unica per il pubblico e gli studiosi di sfogliare
le testimonianze visive di impegno sociale e politico di un momento cruciale della storia. Il documento visivo, per caratteristiche estetiche e per significati simbolici, si carica del valore della memoria.
La forza comunicativa di alcune immagini, pur rispettando i canoni linguistici del tempo, travalica l'urgenza che le ha rese necessarie e le trasforma in icone universali. E' disponibile in galleria il catalogo in lingua italiana con testi di studiosi ed esperti di rilievo
internazionale. La mostra è stata realizzata dal Centro Internazionale Della Grafica Di Lubiana in collaborazione con il Museo di Storia Contemporanea di Lubiana, con il supporto del Ministero della Cultura Sloveno e la Municipalità di Lubiana. All'inaugurazione sarà presente il Comitato Provinciale dell'ANPI (Associazione Partigiani d'Italia) di Venezia.

GIORGIO DE CHIRICO
L'enigma nella pittura

termina il 24 giugno 2008
Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli - Pontedera (Pi)
www.comune.pontedera.pi.it

A ripercorrere le tappe salienti del percorso artistico di colui che, insieme a Pablo Picasso, è stato il maggiore protagonista del Novecento, trentacinque opere, fra capolavori noti ("Cavallo e cavaliere", 1934-35, "Castello di Rapallo", 1948 ca, "Le Muse
Inquietanti", 1960-62, "Piazza d'Italia", 1962), opere inedite ("Cavaliere con cane", 1948, Venezia, 1950) e importanti ritrovamenti ("Cavalli scalpitanti presso il mare", 1950, una piccola, riuscitissima versione del celebre motivo Ettore Andromaca, 1972).
Intorno al tema dell'enigma ruota non soltanto questa ricca mostra, ma l'intera vicenda artistica di Giorgio de Chirico, la cui esistenza è caratterizzata da tre episodi che segneranno profondamente il suo destino: la nascita a Volos, in Grecia, nel 1888; la morte del padre quando non ha ancora compiuto sedici anni; l'arrivo a Monaco di Baviera, dopo un breve soggiorno in Italia, ed il decisivo incontro con la pittura di Arnold Böcklin.
Tutta la pittura di de Chirico, a cominciare dai primi quadri "di sapore böckliniano", risalta per una distinta esigenza: rendere visibile l'invisibile. Non meravigli che in tale proponimento converga, inconscio, il bisogno di raccontare se stesso attraverso la
rappresentazione di luoghi o fatti che hanno caratterizzato la ricca quanto instabile vicenda umana; anche il ricorso periodico al mito asseconda, fra le altre, una simile necessità.
In questo senso, il paesaggio rimane il genere più costante nella sua opera: sia che ne occupi il primo piano o ne costruisca il fondale ("I romani in Britannia", 1953), esso appare comunque abitato da una potente stimmung evocativa, che sostanzia quanto derivi dal processo di mutazione successivo all'attesa rivelazione. Gli enigmi che de Chirico dipinge appartengono tutti alla propria esistenza. Stupisce, semmai, il modo in cui egli riesce a tradurre nella più alta dimensione immaginifica fatti riguardanti la sua storia individuale, siano essi esclusivi o del tutto ordinari.
Molti i luoghi deserti ("Cavaliere in un paese", 1949), a significare la solitudine, umana ed artistica, del Grande Metafisico, che diventa ora il Veggente, ora il Filosofo, ora il Cavaliere errante, fino a mostrarsi in curiosi costumi nella fase barocca del più torrido
isolamento, coincidente con la morte di Savinio avvenuta nel 1952. Ora, dopo tante battaglie, "Il Trovatore" (1954) è solo e stanco; sul finire degli anni Trenta, è il poeta solitario che guarda ad un aristocratico convegno da "Pictor optimus".
Tutte le opere alle quali Chirico lavora fra gli anni Quaranta e la prima metà del decennio successivo (Venezia, Chiesa della Salute, 1952-53) devono essere messe in rapporto con tale filosofia. La sfida con quei pittori antichi lo esalta; ne diventa singolare interprete, seppure - da certa critica - incompreso protagonista. Si susseguono le stagioni, ma permane la vocazione metafisica di questo principe isolato anche quando muta lo stile della pittura conseguente ai vari ritorni ("Archeologi", 1965-75, "Gladiatori", 1971), perchè, come teneva a dire lui, non è il soggetto, bensì il tono proprio della pittura a rendere metafisica un'opera.
Resta, comunque, la sua grandezza, assoluta, capace di vincere la sfida con il tempo e superare ogni spiegazione, come di farsi beffa di episodi, giudizi, in qualche caso persino complotti, rimasti a vorticare incerti intorno all'aristocratica figura di un gigante che ha segnato il Novecento con impronte indelebili, nel titanico confronto condotto oltre le soglie del mito e della filosofia, dentro le stanze del museo abitate dai grandi maestri antichi, per i territori sconfinati e misteriosi dell'immaginazione.
L'iniziativa, a cura di Giovanni Faccenda, promossa dal Comune di Pontedera e dalla Fondazione Piaggio, realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e della Provincia di Pisa, intende celebrare i trent'anni dalla scomparsa del grande Maestro della Metafisica.

ULRICH RUCKRIEM
termina lo 04 luglio 2008
Galleria A Arte Studio Invernizzi - Milano
www.aarteinvernizzi.it

Saranno infatti presentati disegni - i più recenti disegni dell'artista - appartenenti alle serie "Blocks", fondati sulla iterazione progressiva di un modulo ortogonale, accanto alle "Constellations" (in positivo e in negativo) e ad altre inedite più recenti realizzazioni, che esemplificano invece dinamiche proiettive diagonali le cui configurazioni sono in parte legate dal suo percorso creativo degli ultimi anni, incentrato sulle possibilità di permutazione e variazione delle collocazioni di otto quadrati o rettangoli neri
su una scacchiera di otto quadrati o rettangoli per lato.
Generati da ulteriori possibili elaborazioni grafiche della medesima matrice strutturante, questi disegni, sempre a partire dall'ipotesi di permutazione su una scacchiera, sostituiscono all'assertiva configurazione ortogonale altre più variate dinamiche diagonali. In mostra sarà inoltre esposta un'opera sintesi della precedente esposizione realizzata da Rückriem (Düsseldorf nel 1938) nel 2006 in questo medesimo spazio, costituita dalla sovrapposizione di una serie di disegni su acetato raffiguranti le 92 possibilità di disposizione di 8 colonne su una scacchiera composta da 8 quadrati per lato che spostate in orizzontale, in verticale e diagonalmente, non s'incontrano
mai, ma restano isolate nello spazio, racchiusi in un box di vetro che crea un "unicum" tra progettazione, disegno e scultura.
La mostra esemplifica un momento particolarmente significativo dell'opera dell'artista tedesco, i cui principali elementi compositivi si ripropongono anche in questo caso quelli della permutazione e della variazione secondo un procedere che dal materiale porta
all'immateriale e viceversa. In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con le riproduzioni delle opere presentate in galleria e un apparato bio-bibliografico.

IL SORRISO GRAFFIATO
Fascismo e antifascismo nel disegno satirico
Dalla Grande Guerra alla Costituzione
termina il 28 settembre 2008
Castello di Ussel - Chatillon (Aosta)
Uff.stampa: simonetta.carbone@fastwebnet.it

A sessant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione, la Regione Autonoma della Valle D'Aosta organizza una mostra sul disegno satirico durante il periodo del fascismo. L'esposizione presenta 350 disegni e 70 riviste d'epoca per prendere in analisi il periodo che va dal 1915 al 1948, dalla Prima Guerra Mondiale sino alla Costituzione. Attraverso un allestimento scenografico sarà possibile ripercorrere quegli anni con l'ironia tipica del disegno satirico attraverso l'utilizzo di documenti storici.
La mostra è articolata in un percorso cronologico in cui si inseriscono una serie di approfondimenti che spaziano da personaggi come Giolitti, D'Annunzio, Vittorio Emanuele III, Mussolini, De Nicola, De Gasperi, Togliatti e Pertini ad argomenti come il
colonialismo e il razzismo, le donne crisi (campagna del regime fascista contro le donne magre), la propaganda nazista e l'Italia divisa con al Nord la Repubblica di Salò e al Sud gli Alleati. Altri approfondimenti saranno dati dall'esposizione di riviste di guerra e di
trincea, dal foglio di opposizione al fascismo "Il Becco Giallo", alle riviste umoristiche uscite sotto il regime come Marc'Aurelio e Bertoldo per arrivare ai giornali satirici apparsi all'indomani della Liberazione.
E' prevista una sezione con alcune tavole di quattro grandi artisti del periodo come Giuseppe Scalarini, Attalo (Gioacchino Colizzi), Bernardo Leporini e Giuseppe Novello. Grazie all'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Aosta e alla sua direttrice saranno esposte alcune riviste originali realizzate nel periodo delle lotte partigiane. Saranno inoltre presentate vignette satiriche e disegni realizzati durante il periodo della Resistenza in Valle D'Aosta da Eugenio Gentili Tedeschi.
Saranno realizzati alcuni grandi allestimenti evocativi degli argomenti come un grande tricolore per il periodo della Prima Guerra Mondiale, una radio dell'epoca in grande dimensione, evocativa delle trasmissioni di Radio Londra. Per l'occasione, Fabio Sironi,
illustratore e caricaturista de il Corriere della Sera ha disegnato i primi 12 articoli de la Costituzione che saranno riprodotti in un telo di grande dimensione.
Sarà riproposto un video animato suggestivo ed emozionante realizzato da Bruno Bozzetto, il più importante regista italiano di cinema di animazione, celebre nel mondo per i suoi lungometraggi "West and Soda", "Vip mio fratello Superuomo" e "Allegro non
troppo". Il corto animato è stato realizzato dal Comune di Bergamo nel 2005 per i sessant'anni della Liberazione. L'esposizione è curata da Dino Aloi (così come il catalogo edito da Il Pennino).

ALEKSANDAR ZOGRAF
Lo psiconauta visivo
termina lo 05 luglio 2008
Libreria Galleria Mirada - Ravenna
www.mirada.it

In occasione del Festival Meditaeuropa, la mostra presenta una ventina di tavole originali e mumerosi disegni a ricamo realizzati da Gordana Basta, moglie e autrice di diverse sceneggiature di Zograf. Zograf, conosciuto non solo dal pubblico del fumetto, ma anche da coloro che hanno seguito con attenzione le vicende del Paese oltre Adriatico, rappresenta uno dei migliori esempi di come fumetto, storia contemporanea e reportage ad immagini, possono essere correlati.
Il lavoro artistico di questo giornalista - disegnatore è centrato sulla rappresentazione della realtà, letta dagli occhi onirici di un disegnatore che vuole autorappresentarsi come occhio ingenuo di osservazione. L'aspetto onirico e di ricerca dei processi di
elaborazione del sogno e dei meccanismi a questo sottesi costituiscono una delle tematiche trasversali al suo lavoro (come testimonia il libro "Psiconauta", pubblicato anche in italiano). Il titolo della mostra rimanda proprio a questa cifra stilistica del lavoro di Zograf, che costituisce uno strumento di lettura del suo lavoro e del suo modo di guardare e raccontare un reale che a volte facilmente si tinge dei colori del sogno.

SERGIO FLORIANI
termina il 28 giugno 2008
Annunciata Galleria d'Arte - Milano
annunciata.galleria@gmail.com

Le opere esposte appartengono alla serie denominata "Meta quadrato", pensata in stretta relazione allo spazio dell'Annunciata ed eseguita d'un fiato nell'arco del 2007. L'idea di trascendere la dimensione spaziale contingente e la rottura con la modularità del quadrato in favore di forme aperte e irregolari costituiscono il punto d'arrivo di un percorso, i cui inizi si possono rintracciare nella serie "Quadro quadrato" (2004-2005), esposta simultaneamente presso la Galleria Artestudio.
L'arte di Sergio Floriani attinge all'infinitamente piccolo, scende nelle profondità dei solchi frantumati dal tempo, si muove in sottoinsiemi, per avanzare almeno un poco dentro i più bui nascondigli del sapere e della vita. L'inquietudine in questa ricerca non è
altro che attesa di completezza e d'infinito, fiducia che possa paradossalmente accendersi una luce sull'insieme, decifrando anche solo un particolare. Ciò che contraddistingue i quadri esposti all'Annunciata è l'idea di assimilare la pittura all'architettura mediante la frammentazione delle superfici e la loro espansione all'interno dello spazio.

MASSIMILIANO ALIOTO
Naturale Marea
termina il 15 giugno 2008
Galleria Spazio 8 - Milano
www.electaweb.it

Il mare in burrasca il protagonista delle nove grandi tele di Massimiliano Alioto e dell'installazione a muro che presenterà novanta carte intelate, a formare una gigantesca barriera d'acqua aggettante dalla parete. "Naturale Marea" conferma il rinnovato interesse dell'artista nei confronti di una tematica "naturale" affrontata con lo spirito romantico dei pittori ottocenteschi, rileggendo con le vedute più realistiche gli studi ossessivi sul cielo e sul mare di De Nittis, e riecheggiando con gli esperimenti più informali delle tecniche miste la ricerca sulla luce di Turner e quella sul movimento di Courbet.
In occasione della mostra, Electa pubblica un volume a cura di Luca Beatrice. Corredato da numerose tavole a colori e dai testi critici di Luca Beatrice e Chiara Canali, la pubblicazione documenta un percorso creativo dell'artista di cui questa mostra costituisce la seconda di tre tappe (la montagna, il mare, gli effetti del clima).

SCULTURE IN GRECIA
dedicate a Konstantinos Karamanlis e Georgios Rallis

Dieci anni fa in Grecia la scomparsa di Konstantinos Karamanlis (nato nel 1907) segnava una data storica per la storia ellenica contemporanea. Statista di grande prestigio internazionale, capo dello Stato e in precedenza primo ministro al ripristino del sistema democratico nel luglio 1974, ha contribuito in modo determinante alla stabilizzazione della Repubblica, portandola pochi anni dopo nella Cee (oggi Unione Europea). Il 24 maggio nella piazza principale di Proti Serron è stata inaugurata una sua statua, realizzata da Praxitelis Antzoulinos su commissione di Achilleas Karamanlis, fratello del leader ellenico, deputato di Nuova Democrazia e vice presidente della Fondazione a lui intitolata.
Tre giorni prima a Corfù è stato inaugurato un busto dedicato a Georgios Rallis, primo ministro ellenico dal 1980 al 1981, dopo la scelta di Karamanlis di lasciare l'incarico di primo ministro e candidarsi alla presidenza della Repubblica. Anch'egli proveniente da
una celebre dinastia di politici greci. Un suo avo, Dimitrios, fu premier in vari periodi tra la fine dell'Ottocento e il primo ventennio del Novecento. La scultura, realizzata da Eva Karydi, è stata posta nella piazza Kofinetta, dove ha vissuto sua madre Zaira Theotoki-
Ralli. L'avvenimento coincide con il 144esimo anniversario dell'unione delle isole dello Ionio allo stato greco indipendente. Per l'occasione è stato pubblicato il libro "Testi costituzionali delle isole ioniche", a cura della Fondazione del Parlamento ellenico, da lui
suggerito poco prima della scomparsa.
 

 

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