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Informazione
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Selezione di eventi
Kritik
Newsletter indipendente di Ninni Radicini. 5 giugno
2008
Sommario
Mostre di Fotografia, Cinema, Video arte
- Sandro Luporini: ...in ricordo di Giorgio Gaber (Milano) -
Federico Patellani: 1956, America pagana (Milano) - Lia
Pasqualino: Ritratti (Milano) - L'Istituto Marchiondi
Spagliardi (Mendrisio) - Hamak, Boggeri e Kotatkova,
Biscotti & van Braak (Verona) - Mnemosyne: omaggio a Aby
Warburg (Torino) - Image as Language: Opere importanti degli
anni '70 (Milano)
Mostre di Pittura, Scultura, Disegno
- Enigma Helvetia: Arti, riti e miti della Svizzera moderna
(Lugano) - Benito Scarnato (Siracusa) - Baldessari e Depero.
Futurismi a confronto (Forlì) - Antonio Pizzolante:
stanzesenzatempo (Mendrisio) - Francesco De Grandi: Paesaggi
(Palermo) - The Partisans in print - La stampa partigiana
(Venezia) - Giorgio de Chirico: L'enigma nella pittura (Pontedera)
- Ulrich Rückriem (Milano) - Il sorriso graffiato (Aosta) -
Aleksandar Zograf: Lo psiconauta visivo (Ravenna) - Sergio
Floriani (Milano) - Massimiliano Alioto: Naturale Marea
(Milano) - Sculture in Grecia dedicate a Konstantinos
Karamanlis e Georgios Rallis
Iniziative culturali
- "In marcia per il clima" - Eurofestival 2008 e la musica
nella Ue - Clemente XIII: 1758-1769 - Masterclass di canto
lirico
Libri
- Filmistan: Effetto Tibet - L'Europa nel pallone
___________________
Mostre di Fotografia, Cinema, Video arte
SANDRO LUPORINI
...in ricordo di Giorgio Gaber
termina il 26 giugno 2008. Santa Tecla Cafe' - Milano.
www.santateclacafe.it
Mostra dedicata a Giorgio Gaber con opere di Sandro Luporini,
suo storico coautore. Per un mese saranno esposte opere
grafiche, fotografie, testi teatrali e di canzoni di
Gaber-Luporini inseriti nell'opera figurativa proposta dal
Luporini, nella cornice dello storico
locale dove il giovanissimo Gaber faceva le serate negli
anni Sessanta, suonando il rock e il jazz. Il Santa Tecla,
nato nel cuore di Milano nel 1951, è legato a nomi come
Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Adriano
Celentano, Enzo Jannacci che hanno esordito proprio su
questo palco durante agli anni '60, segnando la storia della
musica italiana.
FEDERICO PATELLANI
1956, America pagana
termina il 26 giugno 2007
Fondazione Corrente - Milano
www.fondazionecorrente.it
Cinquantacinque fotografie di Federico Patellani relative al
reportage e alle riprese di America pagana durante un
viaggio di sei mesi in America Centrale. Il materiale in
mostra - a cura di Toni Nicolini, con Kitti Bolognesi e
Giovanna Calvenzi, con il contributo della Fondazione
Cariplo - proviene dall'archivio personale di Bianca
Lattuada. L'intero nucleo di 460 fotografie di Federico
Patellani viene donato in questa occasione dalla figlia
Marina al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello
Balsamo, dove è già conservato il Fondo Federico Patellani.
Un viaggio di diecimila chilometri realizzato anche con
l'aiuto generoso di Vittorio Polli, industriale e scrittore
bergamasco: Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras,
Nicaragua, Costa Rica, Panama, Ecuador, paesi tutti di
lingua spagnola ma inaspettatamente diversissimi fra loro e
anche per questo interessanti da percorrere uno dopo
l'altro, passando da una democrazia a una dittatura, a un
paese che abolisce l'esercito, ai loro abitanti indios,
bianchi e neri, discendenti dei lavoratori del canale di
Panama. Il documentario, interrotto da quattro brevi
racconti di scrittori del posto, letti, sceneggiati e
realizzati al momento, termina con l'inizio della stagione
delle piogge che battono con grande fracasso sui tetti di
lamiera ondulata. (Aldo Buzzi).
LIA PASQUALINO
termina il 15 giugno 2008
CorsoMagenta10 per l'Arte Contemporanea - Milano
press@adicorbetta.org
Trenta ritratti inediti sono i protagonisti
dell'esposizione dedicata a Lia Pasqualino,
fotografa palermitana da molti anni residente a
Roma, da anni impegnata nel campo della
fotografia, soprattutto di scena, spaziando dal
cinema al teatro in un felice sodalizio
artistico con il regista Roberto Andò. Le sue
foto sul set de "Il manoscritto del Principe" e
di "Viaggio segreto" sono state pubblicate da
Federico Motta e da Contrasto.
Lia Pasqualino ha silenziosamente fotografato
attori, registi, musicisti, scrittori, artisti e
persone comuni. E' così che nascono i suoi
ritratti, una selezione dei quali sarà
presentata in mostra insieme ad alcune
fotografie di scena di "La macchina dell'amore e
della morte" di Tadeusz Kantor e "Viaggio
segreto" di Roberto Andò. In mostra: Francis
Ford Coppola suona la tuba durante le riprese de
"Il Padrino" a Forza d'Agrò; Jeanne Moreau
assorta durante la lavorazione de "Il
manoscritto del Principe"; Emir Kusturica
ritratto sul set di "Viaggio segreto"; Bob
Wilson a New York e Philipp Glass a Gibellina; e
ancora: Greta Scacchi, Roberto Andò, Josephine
Hurt, Paolo Sorrentino.
Lia Pasqualino è nata a Palermo, in una nota
famiglia di artisti e intellettuali. La nonna è
la pittrice Lia Pasqualino Noto, sodale di
Guttuso e del gruppo dei Quattro. Il padre
Antonio, medico e antropologo, ha fondato a
Palermo il Museo Internazionale delle
marionette, oggi diretto dalla madre danese,
Janne Vibaek, anche lei antropologa. Dopo
essersi diplomata all'Istituto di Patologia di
Roma e avere per qualche tempo esercitato la
professione di restauratrice della carta ha
incontrato Letizia Battaglia e Franco Zecchin.
Dal 1983, anno in cui ha seguito un corso di
fotografia da loro guidato, si e' dedicata
esclusivamente alla fotografia, alternando il
reportage alla fotografia di scena.
ISTITUTO MARCHIONDI SPAGLIARDI DI VITTORIANO
VIGANO'
Una lettura critica attraverso gli archivi e la
documentazione recente.
termina il 29 giugno 2008
Galleria dell'Accademia di di Architettura
(Università della Svizzera Italiana) - Mendrisio
www.unisi.ch
Costruito tra il 1954 ed il 1958 per ospitare
ragazzi in difficoltà, l'Istituto Marchiondi
rappresenta, grazie al suo programma pedagogico
innovativo, al linguaggio "neobrutalista" ed
alla sua materialità, un momento di particolare
interesse per la ricerca architettonica europea.
Attraverso i materiali inediti provenienti dalla
famiglia e dall'archivio professionale
dell'architetto, conservato presso l'Archivio
del Moderno di Mendrisio, così come da altre
fonti, quali gli archivi della committenza,
dell'impresa e di altri professionisti, si
propone una lettura critica del complesso, in
relazione alle dibattute e specifiche
problematiche della conservazione e del riuso.
La mostra a cura di Franz Graf e Bruno Reichlin,
professori dell'Accademia di architettura, è
promossa dalla stessa Accademia di architettura
e dall'Archivio del Moderno di Mendrisio, in
collaborazione con il Do.co.mo.mo Svizzera.
Ripercorre l'intero processo di costruzione,
illustrando le varie fasi del concorso, del
progetto e della realizzazione dei vari edifici.
I modelli, i piani, i disegni ed i documenti
presentati sono documenti originali. Anche la
rassegna fotografica d'epoca, in bianco e nero,
concorre ad implementare la documentazione
relativa e ad accrescere la conoscenza critica
attorno all'operato del "suo" architetto.
Come di consueto, nell'atrio antistante la
Galleria dell'Accademia, saranno proposte alcune
esperienze che accompagnano la mostra.
Si potrà quindi ascoltare una registrazione
sonora tratta dalla conferenza tenuta da
Vittoriano Viganò presso il Centro universitario
culturale di Milano, il 19 maggio 1965.
Nell'atrio, inoltre, sono state allestite due
postazioni di computer per consultare ed
esplorare la Web Gallery, o Galleria virtuale, a
cura di Valeria Farinati; preparata
dall'Archivio del Moderno, questa iniziativa
consente di consultare 400 documenti. Nel giorno
dell'inaugurazione si svolgerà presso
l'Accademia la giornata di studi L'Istituto
Marchiondi Spagliardi di Milano: progetto,
realizzazione, conservazione, a cura di Franz
Graf e Letizia Tedeschi.
Si parlerà altresì del rapporto tra l'architetto
e la cultura milanese e si affronteranno anche i
problemi della salvaguardia e della tutela degli
edifici contemporanei italiani rapportati alla
trasmissione di questa cultura di cui il
Marchiondi si fa portavoce. La giornata di
studio si concluderà con una tavola rotonda in
cui si presenteranno alcuni progetti di
conservazione per l'edificio, abbandonato ormai
da 23 anni.
Per l'occasione saranno presenti Viviana e
Vanessa Viganò, figlie di Vittoriano, entrambe
architetti, che con il padre, prima della sua
improvvisa scomparsa, avevano ricevuto
l'incarico dal Comune di Milano di fare una
proposta per il riuso del Marchiondi. In
occasione della mostra, nel mese di giugno 2008
è prevista la pubblicazione del volume
L'Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano
Viganò. Il volume inaugura la collana "Album
progetti" diretta da Bruno Reichlin per
Mendrisio Academy Press, la casa editrice
dell'Accademia.
Herbert Hamak
Dafne Boggeri e Eva Kotatkova
Rossella Biscotti & Kevin van Braak
termina il 28 giugno 2008
Galleria Studio la Città - Verona
www.studiolacitta.it
Nel suo recente lavoro Herbert Hamak immerge le
sue vaghe ma ancora riconoscibili immagini
all'interno dei suoi "quadri" traslucidi.
In breve tempo, le sue opere si sono
semplificate in strati di colore, in
ombreggiature ai margini o in brillanti di
impurità dentro la materia. Tutta questa
stabilità è stata sviluppata dall'artista
attraverso la metà degli anni Novanta mentre,
nello stesso tempo, i suoi "quadri" diventavano
rapidamente maestose e più semplici "sculture".
Poi, col passare del tempo, sono state esibite
assieme come fossero un'installazione totale,
lavori individuali che agiscono e si relazionano
l'uno con l'altro, esplodono gradatamente nello
spazio visivo dello spettatore come accadde in
occasione di Atri o a
Castelvecchio a Verona, dove le opere
supportarono e vennero supportate dalle
costruzioni storiche. Ora tutto questo è giunto
ad una maggiore semplicità: dove un tempo c'era
un'immagine o un pezzo di differenti colori, ora
c'è un buco; dove strati di colore sembravano
sporgere dal muro, ora non lasciano altro che
uno spazio vuoto, creando una forma che
rappresenta una sorta di porta.
Alcune di queste opere messe assieme, generano
relazioni complesse ed inaspettate tra esse ed i
singoli pezzi; ma ora più che mai un singolo
lavoro riesce a creare il suo gioco di
trasparenze interne e di riflessi. Sabato nella
Project Room della Galleria verrà
presentato il video Newcrossroads (2006) di
Rossella Biscotti, realizzato insieme a Kevin
van Braak. I video e i film dell'artista, dal
taglio documentaristico, indagano la relazione
esistente tra la comunità e i singoli individui
che la costituiscono.
Newcrossroads documenta un esperimento sociale,
la costruzione nella township Newcrossroad di
Città del Capo, di una torre alta cinque metri,
da parte di alcuni dei suoi abitanti, con travi
dipinte di un verde brillante. L'invito
successivo, rivolto ad altre persone, a
smontarla e a utilizzarne i pezzi per scopi
personali, proprio nel momento in cui essa è
giunta al suo completamento, trasforma la
struttura in una risorsa e in un temporaneo
punto di aggregazione per tutto il quartiere.
Dafne Boggeri ed Eva Kotátková, figure emergenti
della scena artistica europea, pur provenendo da
ambiti geografici diversi - la prima dall'Italia
e la seconda dalla Repubblica Ceca - partono da
un'analisi di se stesse, del proprio corpo, come
mezzo per entrare in contatto con il contesto e
si avvale spesso di tecniche e media diversi
come la performance, la fotografia e
l'installazione.
Il lavoro di Dafne Boggeri inizia sempre da
un'indagine approfondita della propria identità
in relazione a quella che ci viene attribuita da
una società abituata a categorizzare e a
ragionare su un processo di
inclusione-esclusione. Se analoghe sono le
premesse, il lavoro di Eva Kotátková assume
spesso, però, una dimensione più intima - non è
un caso che il disegno sia una delle sue
tecniche preferite - grazie alla quale l'artista
costruisce sistemi in cui cerca sottilmente di
mettersi alla prova sia in senso fisico che, più
spesso, psicologico.
MNEMOSYNE
Omaggio a Aby Warburg
termina il 19 giugno 2008
Banca Intesa-San Paolo Filiale 8 - Torino
rosannascaravaglio@intesasanpaolo.com
Due menti inquiete quelle di Waburg e di Om
Bosser, entrambi "toccati dal fuoco" ed
esploratori dell'animo umano. Warburg con
"Mnemosyne" e Bosser con il suo "Dilemma del
Porcospino" (1986) oltre 250 fogli (due
litografie su pietra a 8 e 10 colori) sui quali
l'artista è intervenuto elaborando i due
soggetti litografici con disegni, collages,
criptogrammi, dipinti e altro; tutte diverse
l'una dall'altra a rappresentare i fatti
salienti dell'umanità, una sorta di atlante
della memoria.
In questi nuovi otto lavori esposti in questa
personale, riprodotti su PMX727 (una pellicola
di poliestere), printed by Wutek UV 320/600
Ink.UV, tirati per ogni esemplare a tre copie,
Bosser omaggia il certosino lavoro di Warburg.
Il lavoro più importante di
Warburg (1866-1929): una sorta di atlante, con
mille e cento foto in bianco e nero, raggruppate
in 64 pannelli, che riguardano tutti i simboli
dell'arte e del sapere del mondo occidentale.
Una enciclopedia dei conflitti e della ricerca
della ragione e dell'equilibrio nascosti
nell'archeologia, nell'astronomia nella pittura
e nella scultura, dall'antichità all'età
moderna. La sua insaziabile curiosità lo portò
fino al New Mexico, nel 1895, dove si incontrò
con le tribù dei nativi americani "indiani" Hopi
e Pueblos per studiare le danze del serpente. E
paragonò il grado di civilizzazione di quelle
popolazioni al paganesimo della Magna Grecia. Ma
fu l'Italia il paese dei grandi approfondimenti
e delle grandi scelte.
Arrivato nel 1888 per un periodo di studi a
Firenze, vi si stabilì successivamente dal 1889
al 1902, e studiò Leonardo, Botticelli,
Masaccio, Piero della Francesca e tutto il
Rinascimento. Quando la Germania perse la guerra
nel 1918, Warburg, che si considerò
sempre patriottico, ne risentì tanto da perdere
l'equilibrio ed essere ricoverato in sanatorio.
Fobie e depressione lo accompagnarono fino al
1923 quando finalmente, uscì per sempre dal
tunnel del disagio psichiatrico e si dedicò con
rinnovato fervore alla sua
immensa biblioteca e alla sua grande opera:
l'Atlante Mnemosyne.
La sua attenzione per documenti e materiali che
normalmente non rientrano nello studio della
storia dell'arte, e un metodo che supera i
tradizionali confini fra discipline, contro una
lettura puramente estetizzante dell'opera
artistica, inaugurano il filone di studi
dell'iconologia. L'ampiezza dello spettro degli
interessi di Warburg è riscontrabile nei suoi
studi, come anche nella struttura della
Biblioteca da lui creata (oggi a Londra, presso
il Warburg Institute), basata sulla "regola del
buon vicinato" - l'affinità tematica e
concettuale - fra i testi.
IMAGE AS LANGUAGE
Opere importanti degli anni '70
termina il 16 giugno 2008
Osart Gallery - Milano
www.osartgallery.com
L'antologia di opere di questa mostra parte
dagli anni Settanta quando nasce l'esigenza di
un approccio concettuale al fare arte e si
comincia a sentire il bisogno di inventare, non
più solo combinazioni di colori e di forme, ma
veri e propri linguaggi per mettere in
scena e condividere con gli altri idee ed
emozioni. Le opere di in mostra non si
accontentano di segni e parole, ma fanno ricorso
al potere delle immagini per coinvolgere
l'osservatore, che è il logico destinatario e
l'interlocutore di ogni linguaggio.
Claudio Parmiggiani inventa un affascinante
"Alfabeto" (1973), utilizzando un incredibile
collezione di reperti naturali anomali e
mostruosi.Con "Le Tavole di Dario tradotte in
tutte le lingue del mondo" (1973), Vincenzo
Agnetti inventa un modo geniale di creare
una traduzione universale di questo famoso
testo, grazie ai numeri e all'uso
dell'intonazione vocale. Con "Sappiamo che sei
lì numero 5" (1971), Gianfranco Baruchello crea
un suo peculiare linguaggio miniaturizzato, in
antitesi allo sgargiante esibizionismo del Pop,
e affine alla mobilità sequenziale del film e
del video.
Franco Vaccari con "Il cieco torna subito"
(1973), ci fa riflettere con divertita ironia
sulla facilità con cui l'abitudine ci porta a
scambiare visione reale e televisiva.
Performance, installazione, audio, video,
disegno e fotografia convergono nell'opera "Air
Time"
(1973), di Vito Acconci, per permettergli di
trasformare in fatto pubblico un evento privato
come la fine di un amore. Nel video "Appendice
per una supplica" (1972), Ketty La Rocca adotta
il linguaggio emozionale ed affettivo delle mani
per testimoniare la sua
paura, il dolore, e il desiderio di essere
compresa di fronte alla morte.
Con le opere "Lingua" e "Piano" di Angelo
Bucarelli impariamo letteralmente a pesare le
parole: i segni astratti del linguaggio
divengono sculture che ci ricordano che i nomi
non sono solo fiato di voce, ma cose che
esistono. Per chiudere troviamo l'opera di
Steve (Stefano Mezzaroma). Attraverso i
linguaggi che conosce, e cioè accostando
pubblicità e personaggi famosi del presente e
del passato, racconta le sue esperienze
personali e la vita quotidiana che ci circonda.
Mostre di Pittura, Scultura, Disegno
ENIGMA HELVETIA
Arti, riti e miti della Svizzera moderna
termina il 17 agosto 2008
Museo Cantonale d'Arte / Museo d'Arte - Lugano
www.museo-cantonale-arte.ch - www.mda.lugano.ch
Nel secolo appena trascorso, sullo sfondo del
susseguirsi di tragedie, chiusure, aperture,
conflitti e profondi cambiamenti socio-politici,
la Svizzera ha profilato la propria identità e
la propria posizione internazionale,
condizionando inevitabilmente, per reazione o
identificazione, rottura o assimilazione, anche
le espressioni di creatività. L'arte, o meglio,
le arti e gli artisti che per nascita, origine,
elezione, eventi della grande storia e vicende
personali si sono trovati a confronto con la
Svizzera e con la Swiss way of life, sono stati
protagonisti nel mondo lungo tutto il XX secolo.
La mostra dedicata al complesso rapporto che,
dalla fine dell'Ottocento a oggi, ha
caratterizzato la produzione artistica, la
storia, la cultura e l'immaginario di questo
laboratorio unico e singolare. A cura di Pietro
Bellasi, Marco Franciolli, Carlo Piccardi e
Cristina Sonderegger, intende indagarne le
particolarità, offrendo una lettura
interdisciplinare attraverso opere e
testimonianze di arte, architettura, design,
fotografia, video e installazioni, realizzate da
artisti fra i quali Cuno Amiet, Albert Anker,
Jean Arp, Max Bill, Fischli&Weiss, Franz Gertsch,
Alberto, Augusto e Giovanni Giacometti,
Ferdinand Hodler, Paul Klee, Markus Raetz,
Hermann Scherer, Roman Signer, Daniel Spoerri,
Sophie Taeuber-Arp, Jean Tinguely, Ben Vautier,
Not Vital e numerosi altri.
Alle straordinarie opere d'arte provenienti dai
più importanti musei svizzeri e non solo, il
percorso espositivo affianca immagini e oggetti
del quotidiano, delle tradizioni e della
produzione industriale svizzera. Non potevano
mancare le presenze di alcune società
dello Swatch Group come la mitica Swatch, oppure
Omega con il primo orologio che è andato sulla
luna, o ancora Nivarox specializzata - a
testimonianza dell'eccellenza dell'industria
orologiera svizzera - in componenti e nella
micromeccanica orologiera per
le marche di prestigio nonché oggetti di uso
quotidiano come il coltellino svizzero, la
cerniera Riri e il pelapatate Rex.
Tra gli elementi fondanti dell'immaginario
elvetico e dell'identità nazionale vi è
evidentemente la montagna raffigurata nelle sue
diverse declinazioni, ora romantiche, ora
mistiche, oppure ancora nelle conquiste
"ascensionali" tipiche del turismo che si
sviluppa nel periodo della Belle Epoque.
Emerge, sino ai giorni nostri, la tensione fra
tradizione e modernità, tra localismo e
cosmopolitismo, tra realtà urbane e realtà
rurali custodi di importanti e autentiche
tradizioni spesso in contrasto con le ambizioni
internazionali dei centri cittadini. Questi
contrasti si riflettono anche in ambito
artistico e culturale dove, sino alla metà del
Novecento, all'arte "ufficiale", caratterizzata
da una figurazione di impostazione tradizionale,
sostenuta dalle istituzioni e dalla maggioranza
della critica e del pubblico, si contrappone
un'arte nata dal confronto con le esperienze
delle avanguardie.
Emblematica in tal senso è l'esperienza del
Dadaismo: nato a Zurigo dalla creatività di
artisti principalmente stranieri rifugiatisi in
Svizzera durante la prima guerra mondiale, il
movimento si propagherà in tutta Europa ma per
la realtà artistica e culturale svizzera si
rivelerà come un'esperienza estemporanea, la cui
eredità e in particolar modo l'approccio ironico
alla realtà, si ritrovano nella produzione
artistica contemporanea. La mostra è
accompagnata da un catalogo riccamente
illustrato edito da Silvana Editoriale con
numerosi contributi di storici, studiosi e
critici d'arte.
BENITO SCARNATO
Omaggio a Siracusa
termina il 14 giugno 2008
Palazzo Impellizzeri - Siracusa
www.galleriaroma.it
"I paesaggi di luce di un Sud mai dimenticato e
la forza dei colori che scolpiscono le forme,
precise e nitide della sua terra. Benito
Scarnato, a sorpresa, dopo decenni di vita
vissuta altrove, si rivela alla sua città di
origine conducendo tutti noi, attraverso i suoi
quadri, nella sua fantastica realtà ideale."
(Salvatore Zito per Galleria Roma) Pittore per
sentimento ed anche per vocazione. Benito
Scarnato giunge qui a Siracusa, tra la sua
gente, da artista maturo, insieme ai suoi quadri
ancora imballati, ben protetti tra il
polistirolo e le morbide carte da imballaggio.
Curiosando tra i cartoni quasi aperti a
tratti affiorano piccole porzioni dei suoi
lavori che mano mano vanno liberandosi dalle
protezioni. Non c'è grafica, non c'è disegno, i
tasselli visibili da comporre nel disordine
degli imballi sono solo colori, segni di
pennello tirato a forza, con energia, sulla tela
che
appare a tratti, ora ricca della luce del mondo,
ora piena di confortanti ombre per un buon
riparo dalla forza del cosmo.
Luci vive, luci intense, ombre aperte e cariche
di ultravioletti in libertà sono l'universo del
pittore Benito Scarnato, un universo dove le
ombre sono trattate con diffidenza ed il nero
escluso, per esaltare la vita ed esorcizzare,
forse, il male che non trova posto
nell'onirica realtà del pittore.
Le tele, legate al tema del paesaggio, ma non
per regola, affrontano soggetti simili o
complementari recando ciascuna lo stile
personale dell'autore, sono le immagini
residenti nella memoria dell'artista, in quel
suo immaginario genuino le cui radici ne
costituiscono una parte importante a cui, forse,
egli deve il dinamismo impresso per le tinte
calde, accostate in contrasti vigorosi ma non
per questo poco armoniosi. A suo modo egli è un
poeta, dell'atmosfera, delle piante, delle
acque, del silenzio, egli coglie e
trasferisce sulla tela tutte le vibrazioni
cromatiche del mare e delle fronde, che emergono
prepotenti e delicate insieme, governate da un
tocco sicuro. Per questo dobbiamo rendere
caloroso il nostro benvenuto a Benito Scarnato
che a dispetto dei luoghi comuni è oggi con
questa sua mostra propheta in patria a Siracusa,
la sua città, tra la sua gente.
BALDESSARI E DEPERO
Futurismi a confronto
termina il 13 luglio 2008
Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanea - Forlì
www.fondazionedinozoli.com - Uff.stampa: press@paolamanfredi.com
Una selezione di circa ottanta opere di grande
qualità ed impatto visivo, provenienti da varie
istituzioni pubbliche, fra cui il Mart e i Musei
Civici di Rovereto, il Magi di Cento, dalla
Regione Autonoma Trentino Alto-Adige e da
gallerie e collezioni private italiane ed
europee, per un inedito confronto e una
riflessione sull'opera di due artisti che hanno
diversamente interpretato l'idea del Futurismo.
Le opere in mostra coprono un arco temporale che
si estende dalla metà degli anni Dieci del XX
secolo, per entrambi i pittori, fino agli anni
Trenta per quanto riguarda Baldessari,
prolungandosi fino a metà del secolo per quanto
concerne l'attività di Depero. Fortunato Depero
(Fondo, 1892 - Rovereto, 1960) fu seguace di
Balla e quindi del Futurismo analogico romano,
della ricostruzione futurista dell'universo e
dell'apertura alle arti applicate.
Depero sperimenta l'astrazione analogica e poi,
mutuandola, fa sua la pratica delle tinte
piatte, che abbandona solo nei primi anni Venti
quando confluisce nell'area dell'arte meccanica,
che necessita appunto di una pittura
plastico-dinamica. Roberto Marcello (Iras)
Baldessari (Innsbruck, 1894 - Roma, 1965) fu
invece attento studioso del Futurismo analitico
di Boccioni e poi frequentatore, a Firenze,
degli ambienti post-Lacerbiani dove, compagno
d'avventura di Primo Conti ed Emilio Notte,
assunse nel suo Futurismo le tematiche
vernacolari di Rosai.
A Boccioni si riferisce dunque Baldessari, che
proprio dal lavoro analitico sul volume, dalle
linee forza e dal fraseggio cromatico
post-divisionista costruisce poi la sua cifra
stilistica, sempre caratterizzata da un notevole
geometrismo anche allorquando, nella sua fase
più matura, rientra in un figurativismo
cubo-futurista. La mostra è corredata da
catalogo, pubblicato da Carlo Cambi Editore, a
cura di Maurizio Scudiero, curatore
dell'esposizione, e di Maurizio Vanni, direttore
della Fondazione Zoli che per la mostra ha
curato il progetto museologico.
ANTONIO PIZZOLANTE
stanzesenzatempo
08 giugno (inaugurazione ore 11) - 27 luglio
2008
Spazio d'Arte Stellanove - Mendrisio (Svizzera)
www.antoniopizzolante.it
In contemporanea al Museo Internazionale Design
Ceramico Civica Raccolta di Terraglia a Cerro di
Laveno (Varese) e negli spazi di Villa Frua a
Laveno, le opere recenti di Antonio Pizzolante.
Lo spazio della galleria ticinese
(www.stellanove.ch) accoglie opere
prevalentemente bidimensionali ma che conservano
una struttura scultorea ben definita e radicata
ormai da anni nella poetica dell'artista.
La plasticità delle forme, la costruzione delle
superfici, attraverso l'integrazione dei diversi
materiali (terracotta, carta, pietra, ferro,
legno) evidenziano l'atemporalità della
manifestazione creativa, concedendo il titolo
alla mostra. Intime stanze che hanno la forza di
contenere ed esprimere la capacità dell'uomo di
oggi di specchiarsi nella storia ma al tempo
stesso con schiettezza e semplicità arcaica
ri-flettersi negli avvenimenti che verranno.
"L'arte di Antonio Pizzolante non è
contemporanea, ma atemporanea. (...) Nell'era
dell'isteria da progresso, è bene che qualcuno
affermi con poetica forza che si procede
comunque e sempre verso l'origine. Pizzolante è
in tal senso un'artista radicale, sia nel senso
che procede sempre diretto al suo scopo
espressivo, sia nel senso che lo fa attingendo
alle radici. Le radici sono qui, non sono
lontane, sono al centro della nostra psiche, il
centro inconscio, archivio sterminato di emblemi
ed essenze. Essere connessi con questa sfera
dell'esistere è l'arte più segreta dell'artista
Pizzolante, il farne riaggallare sensi e silenzi
è il suo rito di sacerdote di se
stesso." (Guglielmo Gigliotti, storico
dell'arte)
FRANCESCO DE GRANDI
Paesaggi
10 giugno (inaugurazione ore 18.30) - 14
settembre 2008
Palazzo Sant'Elia - Palermo
www.colomboarte.com
L'esposizione presenta un ciclo di quattro nuovi
dipinti di grande formato, appositamente
realizzati. Il soggetto è il paesaggio, un
paesaggio disumanizzato, come scrive in catalogo
la curatrice Ida Parlavecchio "Progressivamente
sulle tele di De Grandi l'umanità è scomparsa,
l'atmosfera si è fatta satura, la vegetazione un
groviglio millenario", si legge nello scritto
introduttivo.
"Non si comprende se ci si trovi dinanzi allo
scenario di un passato arcaico o di un futuro
prossimo, tutto rimanda a un tempo fuori dal
tempo, non databile. L'impronta realista e la
profusione di dettagli potrebbero far pensare
che questi dipinti siano vedute dal vero,
tuttavia la luce, la 'temperatura' del colore,
la morfologia degli elementi che compongono il
contesto, non ultima la gestualità corrosiva
della pennellata di De Grandi descrive una
deriva sempre più intimista.
Ed è proprio sul terreno che separa e connette
la soggettività dalla descrizione oggettiva, che
l'artista gioca la sua partita. Egli ci
costringe non tanto a riconsiderare i confini
tra figurazione e astrazione, quanto a rimettere
in discussione le categorie che
distinguono ciò che è vero da ciò che non lo è."
De Grandi (Palermo, 1968) stesso definisce le
sue tele psicotrope, cioè volte a mettere in
moto meccanismi della mente che si spingono,
rimanendovi in bilico, fin sulla soglia della
realtà, oltre la quale comincia la sua
distorsione. Il catalogo, con testi di Ida
Parlavecchio e Andrea Bruciati, è edito da Skira.
La mostra, promossa dalla Provincia Regionale di
Palermo, è realizzata in collaborazione con la
galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea di
Milano.
THE PARTISANS IN PRINT
La stampa partigiana
termina il 21 giugno 2008
Centro Espositivo Sloveno A+A - Venezia
www.aplusa.it
Mostra di stampe partigiane slovene dal 1941,
incisioni, xilografie, banconote e cambiali del
periodo bellico con le riproduzioni degli
attivisti del movimento patriottico disegnate da
artisti e architetti sloveni. Un occasione unica
per il pubblico e gli studiosi di sfogliare
le testimonianze visive di impegno sociale e
politico di un momento cruciale della storia. Il
documento visivo, per caratteristiche estetiche
e per significati simbolici, si carica del
valore della memoria.
La forza comunicativa di alcune immagini, pur
rispettando i canoni linguistici del tempo,
travalica l'urgenza che le ha rese necessarie e
le trasforma in icone universali. E' disponibile
in galleria il catalogo in lingua italiana con
testi di studiosi ed esperti di rilievo
internazionale. La mostra è stata realizzata dal
Centro Internazionale Della Grafica Di Lubiana
in collaborazione con il Museo di Storia
Contemporanea di Lubiana, con il supporto del
Ministero della Cultura Sloveno e la
Municipalità di Lubiana. All'inaugurazione sarà
presente il Comitato Provinciale dell'ANPI
(Associazione Partigiani d'Italia) di Venezia.
GIORGIO DE CHIRICO
L'enigma nella pittura
termina il 24 giugno 2008
Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli -
Pontedera (Pi)
www.comune.pontedera.pi.it
A ripercorrere le tappe salienti del percorso
artistico di colui che, insieme a Pablo Picasso,
è stato il maggiore protagonista del Novecento,
trentacinque opere, fra capolavori noti
("Cavallo e cavaliere", 1934-35, "Castello di
Rapallo", 1948 ca, "Le Muse
Inquietanti", 1960-62, "Piazza d'Italia", 1962),
opere inedite ("Cavaliere con cane", 1948,
Venezia, 1950) e importanti ritrovamenti
("Cavalli scalpitanti presso il mare", 1950, una
piccola, riuscitissima versione del celebre
motivo Ettore Andromaca, 1972).
Intorno al tema dell'enigma ruota non soltanto
questa ricca mostra, ma l'intera vicenda
artistica di Giorgio de Chirico, la cui
esistenza è caratterizzata da tre episodi che
segneranno profondamente il suo destino: la
nascita a Volos, in Grecia, nel 1888; la morte
del padre quando non ha ancora compiuto sedici
anni; l'arrivo a Monaco di Baviera, dopo un
breve soggiorno in Italia, ed il decisivo
incontro con la pittura di Arnold Böcklin.
Tutta la pittura di de Chirico, a cominciare dai
primi quadri "di sapore böckliniano", risalta
per una distinta esigenza: rendere visibile
l'invisibile. Non meravigli che in tale
proponimento converga, inconscio, il bisogno di
raccontare se stesso attraverso la
rappresentazione di luoghi o fatti che hanno
caratterizzato la ricca quanto instabile vicenda
umana; anche il ricorso periodico al mito
asseconda, fra le altre, una simile necessità.
In questo senso, il paesaggio rimane il genere
più costante nella sua opera: sia che ne occupi
il primo piano o ne costruisca il fondale ("I
romani in Britannia", 1953), esso appare
comunque abitato da una potente stimmung
evocativa, che sostanzia quanto derivi dal
processo di mutazione successivo all'attesa
rivelazione. Gli enigmi che de Chirico dipinge
appartengono tutti alla propria esistenza.
Stupisce, semmai, il modo in cui egli riesce a
tradurre nella più alta dimensione immaginifica
fatti riguardanti la sua storia individuale,
siano essi esclusivi o del tutto ordinari.
Molti i luoghi deserti ("Cavaliere in un paese",
1949), a significare la solitudine, umana ed
artistica, del Grande Metafisico, che diventa
ora il Veggente, ora il Filosofo, ora il
Cavaliere errante, fino a mostrarsi in curiosi
costumi nella fase barocca del più torrido
isolamento, coincidente con la morte di Savinio
avvenuta nel 1952. Ora, dopo tante battaglie,
"Il Trovatore" (1954) è solo e stanco; sul
finire degli anni Trenta, è il poeta solitario
che guarda ad un aristocratico convegno da "Pictor
optimus".
Tutte le opere alle quali Chirico lavora fra gli
anni Quaranta e la prima metà del decennio
successivo (Venezia, Chiesa della Salute,
1952-53) devono essere messe in rapporto con
tale filosofia. La sfida con quei pittori
antichi lo esalta; ne diventa singolare
interprete, seppure - da certa critica -
incompreso protagonista. Si susseguono le
stagioni, ma permane la vocazione metafisica di
questo principe isolato anche quando muta lo
stile della pittura conseguente ai vari ritorni
("Archeologi", 1965-75, "Gladiatori", 1971),
perchè, come teneva a dire lui, non è il
soggetto, bensì il tono proprio della pittura a
rendere metafisica un'opera.
Resta, comunque, la sua grandezza, assoluta,
capace di vincere la sfida con il tempo e
superare ogni spiegazione, come di farsi beffa
di episodi, giudizi, in qualche caso persino
complotti, rimasti a vorticare incerti intorno
all'aristocratica figura di un gigante che ha
segnato il Novecento con impronte indelebili,
nel titanico confronto condotto oltre le soglie
del mito e della filosofia, dentro le stanze del
museo abitate dai grandi maestri antichi, per i
territori sconfinati e misteriosi
dell'immaginazione.
L'iniziativa, a cura di Giovanni Faccenda,
promossa dal Comune di Pontedera e dalla
Fondazione Piaggio, realizzata con il patrocinio
del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, della Regione Toscana e della
Provincia di Pisa, intende celebrare i trent'anni
dalla scomparsa del grande Maestro della
Metafisica.
ULRICH RUCKRIEM
termina lo 04 luglio 2008
Galleria A Arte Studio Invernizzi - Milano
www.aarteinvernizzi.it
Saranno infatti presentati disegni - i più
recenti disegni dell'artista - appartenenti alle
serie "Blocks", fondati sulla iterazione
progressiva di un modulo ortogonale, accanto
alle "Constellations" (in positivo e in
negativo) e ad altre inedite più recenti
realizzazioni, che esemplificano invece
dinamiche proiettive diagonali le cui
configurazioni sono in parte legate dal suo
percorso creativo degli ultimi anni, incentrato
sulle possibilità di permutazione e variazione
delle collocazioni di otto quadrati o rettangoli
neri
su una scacchiera di otto quadrati o rettangoli
per lato.
Generati da ulteriori possibili elaborazioni
grafiche della medesima matrice strutturante,
questi disegni, sempre a partire dall'ipotesi di
permutazione su una scacchiera, sostituiscono
all'assertiva configurazione ortogonale altre
più variate dinamiche diagonali. In mostra sarà
inoltre esposta un'opera sintesi della
precedente esposizione realizzata da Rückriem (Düsseldorf
nel 1938) nel 2006 in questo medesimo spazio,
costituita dalla sovrapposizione di una serie di
disegni su acetato raffiguranti le 92
possibilità di disposizione di 8 colonne su una
scacchiera composta da 8 quadrati per lato che
spostate in orizzontale, in verticale e
diagonalmente, non s'incontrano
mai, ma restano isolate nello spazio, racchiusi
in un box di vetro che crea un "unicum" tra
progettazione, disegno e scultura.
La mostra esemplifica un momento particolarmente
significativo dell'opera dell'artista tedesco, i
cui principali elementi compositivi si
ripropongono anche in questo caso quelli della
permutazione e della variazione secondo un
procedere che dal materiale porta
all'immateriale e viceversa. In occasione della
mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con
le riproduzioni delle opere presentate in
galleria e un apparato bio-bibliografico.
IL SORRISO GRAFFIATO
Fascismo e antifascismo nel disegno satirico
Dalla Grande Guerra alla Costituzione
termina il 28 settembre 2008
Castello di Ussel - Chatillon (Aosta)
Uff.stampa: simonetta.carbone@fastwebnet.it
A sessant'anni dall'entrata in vigore della
Costituzione, la Regione Autonoma della Valle
D'Aosta organizza una mostra sul disegno
satirico durante il periodo del fascismo.
L'esposizione presenta 350 disegni e 70 riviste
d'epoca per prendere in analisi il periodo che
va dal 1915 al 1948, dalla Prima Guerra Mondiale
sino alla Costituzione. Attraverso un
allestimento scenografico sarà possibile
ripercorrere quegli anni con l'ironia tipica del
disegno satirico attraverso l'utilizzo di
documenti storici.
La mostra è articolata in un percorso
cronologico in cui si inseriscono una serie di
approfondimenti che spaziano da personaggi come
Giolitti, D'Annunzio, Vittorio Emanuele III,
Mussolini, De Nicola, De Gasperi, Togliatti e
Pertini ad argomenti come il
colonialismo e il razzismo, le donne crisi
(campagna del regime fascista contro le donne
magre), la propaganda nazista e l'Italia divisa
con al Nord la Repubblica di Salò e al Sud gli
Alleati. Altri approfondimenti saranno dati
dall'esposizione di riviste di guerra e di
trincea, dal foglio di opposizione al fascismo
"Il Becco Giallo", alle riviste umoristiche
uscite sotto il regime come Marc'Aurelio e
Bertoldo per arrivare ai giornali satirici
apparsi all'indomani della Liberazione.
E' prevista una sezione con alcune tavole di
quattro grandi artisti del periodo come Giuseppe
Scalarini, Attalo (Gioacchino Colizzi), Bernardo
Leporini e Giuseppe Novello. Grazie all'Istituto
storico della Resistenza e della società
contemporanea di Aosta e alla sua direttrice
saranno esposte alcune riviste originali
realizzate nel periodo delle lotte partigiane.
Saranno inoltre presentate vignette satiriche e
disegni realizzati durante il periodo della
Resistenza in Valle D'Aosta da Eugenio Gentili
Tedeschi.
Saranno realizzati alcuni grandi allestimenti
evocativi degli argomenti come un grande
tricolore per il periodo della Prima Guerra
Mondiale, una radio dell'epoca in grande
dimensione, evocativa delle trasmissioni di
Radio Londra. Per l'occasione, Fabio Sironi,
illustratore e caricaturista de il Corriere
della Sera ha disegnato i primi 12 articoli de
la Costituzione che saranno riprodotti in un
telo di grande dimensione.
Sarà riproposto un video animato suggestivo ed
emozionante realizzato da Bruno Bozzetto, il più
importante regista italiano di cinema di
animazione, celebre nel mondo per i suoi
lungometraggi "West and Soda", "Vip mio fratello
Superuomo" e "Allegro non
troppo". Il corto animato è stato realizzato dal
Comune di Bergamo nel 2005 per i sessant'anni
della Liberazione. L'esposizione è curata da
Dino Aloi (così come il catalogo edito da Il
Pennino).
ALEKSANDAR ZOGRAF
Lo psiconauta visivo
termina lo 05 luglio 2008
Libreria Galleria Mirada - Ravenna
www.mirada.it
In occasione del Festival Meditaeuropa, la
mostra presenta una ventina di tavole originali
e mumerosi disegni a ricamo realizzati da
Gordana Basta, moglie e autrice di diverse
sceneggiature di Zograf. Zograf, conosciuto non
solo dal pubblico del fumetto, ma anche da
coloro che hanno seguito con attenzione le
vicende del Paese oltre Adriatico, rappresenta
uno dei migliori esempi di come fumetto, storia
contemporanea e reportage ad immagini, possono
essere correlati.
Il lavoro artistico di questo giornalista -
disegnatore è centrato sulla rappresentazione
della realtà, letta dagli occhi onirici di un
disegnatore che vuole autorappresentarsi come
occhio ingenuo di osservazione. L'aspetto
onirico e di ricerca dei processi di
elaborazione del sogno e dei meccanismi a questo
sottesi costituiscono una delle tematiche
trasversali al suo lavoro (come testimonia il
libro "Psiconauta", pubblicato anche in
italiano). Il titolo della mostra rimanda
proprio a questa cifra stilistica del lavoro di
Zograf, che costituisce uno strumento di lettura
del suo lavoro e del suo modo di guardare e
raccontare un reale che a volte facilmente si
tinge dei colori del sogno.
SERGIO FLORIANI
termina il 28 giugno 2008
Annunciata Galleria d'Arte - Milano
annunciata.galleria@gmail.com
Le opere esposte appartengono alla serie
denominata "Meta quadrato", pensata in stretta
relazione allo spazio dell'Annunciata ed
eseguita d'un fiato nell'arco del 2007. L'idea
di trascendere la dimensione spaziale
contingente e la rottura con la modularità del
quadrato in favore di forme aperte e irregolari
costituiscono il punto d'arrivo di un percorso,
i cui inizi si possono rintracciare nella serie
"Quadro quadrato" (2004-2005), esposta
simultaneamente presso la Galleria Artestudio.
L'arte di Sergio Floriani attinge
all'infinitamente piccolo, scende nelle
profondità dei solchi frantumati dal tempo, si
muove in sottoinsiemi, per avanzare almeno un
poco dentro i più bui nascondigli del sapere e
della vita. L'inquietudine in questa ricerca non
è
altro che attesa di completezza e d'infinito,
fiducia che possa paradossalmente accendersi una
luce sull'insieme, decifrando anche solo un
particolare. Ciò che contraddistingue i quadri
esposti all'Annunciata è l'idea di assimilare la
pittura all'architettura mediante la
frammentazione delle superfici e la loro
espansione all'interno dello spazio.
MASSIMILIANO ALIOTO
Naturale Marea
termina il 15 giugno 2008
Galleria Spazio 8 - Milano
www.electaweb.it
Il mare in burrasca il protagonista delle nove
grandi tele di Massimiliano Alioto e
dell'installazione a muro che presenterà novanta
carte intelate, a formare una gigantesca
barriera d'acqua aggettante dalla parete.
"Naturale Marea" conferma il rinnovato interesse
dell'artista nei confronti di una tematica
"naturale" affrontata con lo spirito romantico
dei pittori ottocenteschi, rileggendo con le
vedute più realistiche gli studi ossessivi sul
cielo e sul mare di De Nittis, e riecheggiando
con gli esperimenti più informali delle tecniche
miste la ricerca sulla luce di Turner e quella
sul movimento di Courbet.
In occasione della mostra, Electa pubblica un
volume a cura di Luca Beatrice. Corredato da
numerose tavole a colori e dai testi critici di
Luca Beatrice e Chiara Canali, la pubblicazione
documenta un percorso creativo dell'artista di
cui questa mostra costituisce la seconda di tre
tappe (la montagna, il mare, gli effetti del
clima).
SCULTURE IN GRECIA
dedicate a Konstantinos Karamanlis e Georgios
Rallis
Dieci anni fa in Grecia la scomparsa di
Konstantinos Karamanlis (nato nel 1907) segnava
una data storica per la storia ellenica
contemporanea. Statista di grande prestigio
internazionale, capo dello Stato e in precedenza
primo ministro al ripristino del sistema
democratico nel luglio 1974, ha contribuito in
modo determinante alla stabilizzazione della
Repubblica, portandola pochi anni dopo nella Cee
(oggi Unione Europea). Il 24 maggio nella piazza
principale di Proti Serron è stata inaugurata
una sua statua, realizzata da Praxitelis
Antzoulinos su commissione di Achilleas
Karamanlis, fratello del leader ellenico,
deputato di Nuova Democrazia e vice presidente
della Fondazione a lui intitolata.
Tre giorni prima a Corfù è stato inaugurato un
busto dedicato a Georgios Rallis, primo ministro
ellenico dal 1980 al 1981, dopo la scelta di
Karamanlis di lasciare l'incarico di primo
ministro e candidarsi alla presidenza della
Repubblica. Anch'egli proveniente da
una celebre dinastia di politici greci. Un suo
avo, Dimitrios, fu premier in vari periodi tra
la fine dell'Ottocento e il primo ventennio del
Novecento. La scultura, realizzata da Eva Karydi,
è stata posta nella piazza Kofinetta, dove ha
vissuto sua madre Zaira Theotoki-
Ralli. L'avvenimento coincide con il 144esimo
anniversario dell'unione delle isole dello Ionio
allo stato greco indipendente. Per l'occasione è
stato pubblicato il libro "Testi costituzionali
delle isole ioniche", a cura della Fondazione
del Parlamento ellenico, da lui
suggerito poco prima della scomparsa.
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