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LA SICILIA, 17 FEBBRAIO 2010

Islam, la conoscenza fra scienza e fede

 

di ANNALISA MARTORANA

L'Islam fin dai tempi più remoti è stato la culla delle conoscenze, senza esserci mai opposizione fra scienza e fede.

E tante delle parole che l'Occidente ha adottato nelle proprie scienze sono di origina araba, come: algebra a astronomia.

Ma "La caduta delle torri gemelle di New York e la guerra in Afghanistan hanno gelato i rapporti fra scienziati occidentali e musulmani -secondo quanto sottolinea la rivista Scienze- ed uno dei più rilevanti danni collaterali della guerra in corso".

E si è parlato proprio di questo nel seminario tenutosi nei giorni scorsi, al Centro Culturale Biotos, del rapporto fra la religione di Maometto e le scienze, di una nuova riconquista da parte del mondo islamico, di un ambito che è sempre stato loro. Titolo dell'incontro è "L'Islam e la scienza" tenuto dall'architetto Muhammad Al Daire. A dare il via ai lavori è stato il presidente dell'Associazione "Società Siciliana per l'Amicizia fra i Popoli", Ninni Casamento, che ha spiegato e chiarito il conflitto che si stabilisce in Occidente tra fede e scienza partendo dal secolo dei lumi. Il presidente Casamento ha sottolineato: "C'è bisogno di considerare la fede e la scienza due aspetti della conoscenza che possono andare insieme a patto che le religioni o chi le rappresenta non si irrigidisca sulla letteralità dei testi sacri". Come si inserisce l'Islam in questo mondo?

Lo spiega sempre Casamento: "Il contributo arabo-islamico dal punto di vista scientifico è stato grande dal VII al XIII secolo ed ha conservato la scienza degli antichi greci e romani. Da noi si tornerà a leggere Aristotele e Platone, Tolomeo ed Euclide grazie alle traduzioni che ne fecero i musulmani prima dell'anno Mille".

Mentre chi ha spiegato dei contributi dell'Islam e la posizione della scienza e della cultura esplorando gli scritti sacri, è stato l'architetto Muhammad Al Daire: "Cominciamo da due fonti principali il Corano e la Sunnah (le lezioni e i detti del poeta Muhammad). Il Corano ben 750 versi invitano l'uomo all'uso della ragione, alla riflessione, allo studio della natura e alla ricerca scientifica". Sottolineando durante l'incontro che, una commistione tra scienza e fede era già presente nel primo versetto del Coranorivelato nella caverna del monte Hirà: "Leggi! nel Nome del tuo Signore che ha creato"; e che sono tanti i detti del Profeta Muhammad in questa direzione: "Colui che incammina alla ricerca della scienza Dio spiana la via al Paradiso".

Ma importante è l'opposizione, di cui parla, che avveniva fra l'Occidente dei Lumi e l'Oriente Islamico, tra la lettura errata che menti brillanti come Pascal e Montaigne facevano del Corano, credendo che Maometto proibiva la scienza alla sua gente".

 

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